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domenica 24 luglio 2016

Attualità martedì 05 gennaio 2016 ore 14:25

Un grido dall'allarme per la Rsa

Il timore è che si voglia far morire la struttura. Sempre meno posti letto assegnati: "Vogliamo capire se le nostre preoccupazioni sono reali"

CASTELNUOVO VDC — Il grido d'allarme arriva dai lavoratori della Residenza sanitaria assistita di Castelnuovo. I dipendenti della struttura, aperta circa trent'anni fa dall'Amministrazione comunale, portano all'attenzione pubblica alcuni inquietanti segnali che, a loro avviso, potrebbero essere sintomi di una strategia, più o meno consapevole, volta all'accorpamento dei servizi di assistenza, con tanto di possibili perdite di lavoro e peggioramento dei servizi.

"Da qualche tempo l’Asl, più che volgere l'attenzione al soddisfacimento delle esigenze degli anziani, sembra più interessata al contenimento della spesa - scrivono i lavoratori della Rsa. - Questa impressione nasce dalla constatazione che la struttura, che fino a non molto tempo fa, non era in grado di soddisfare tutte le richieste, oggi si trova nella situazione di avere disponibilità e non perché non ci sono o sono diminuite (cosa che sarebbe bellissima) le soggettività che richiedono assistenza, ma perché sembra che queste richieste vengano dirottate, dagli organi preposti, in altre strutture". 

I lavoratori rendono note le cifre: "Ci siamo ritrovati ad avere una struttura con solo 15 posti letto pubblici assegnati e 1 posto privato; un Centro diurno per anziani con 7 posti su 10 assegnati e un Centro per handicappati dove aumentano costantemente le richieste da parte dei familiari di ampliamento del servizio senza nessuna risposta".

Per i dipendenti della Rsa ne è conseguita "Una gestione della struttura che manifesta alcune carenze e fa temere sviluppi preoccupanti. I segnali che le cose si stiano mettendo male sono molteplici - insistono - e pare si cerchi di far morire piano piano questa struttura. Le conseguenze di una “strategia di questo tipo”, oltre a perdere un servizio di cui la Val di Cecina non né può fare a meno, creerebbe un altro problema non certo di minore importanza: la perdita di 25 posti di lavoro, prevalentemente femminile e professionalmente preparato.

"La cooperativa Idealcoop, che sta attualmente gestendo i servizi - puntualizzano - ha comunicato al personale che se i numeri fossero rimasti questi, a gennaio avrebbe fatto un primo calo del personale e/o delle ore lavorative e avrebbe accorpato alla Rsa il Cda facendo perdere a quest’ultimo la sua qualifica".

Le lavoratrici e i lavoratori della struttura hanno ritenuto necessario informare la comunità del pericolo di perdere un servizio importantissimo per la Val di Cecina e con questo il proprio posto di lavoro, e hanno quindi deciso di sollecitare le istituzione preposte: Amministrazioni Comunali, Asl, Società della salute, Idealcoop e tutti i soggetti sociali e politici a organizzare quanto prima una iniziativa: "Vogliamo capire se le nostre preoccupazioni sono o meno reali - concludono nel comunicato - e chiedere il necessario impegno al superamento di questa pericolosa situazione".

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