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Attualità lunedì 02 novembre 2015 ore 14:55

400mila fra cinghiali e caprioli, record europeo

Marco Remaschi e la sottosegretaria Silvia Velo

Nuova legge per l'emergenza ungulati: si allunga il calendario, cambiano le aree di caccia e gli agricoltori potranno gestire le catture nei terreni



FIRENZE — Diminuire la densità di cinghiali, caprioli, daini e cervi sul territorio regionale, specie in quelle aree dove la loro presenza crea gravi problemi al mantenimento dell'equilibrio naturale del territorio, alle coltivazioni e alla sicurezza sulle strade. E' questo, come spiega la Regione in una nota, lo scopo primario della proposta di legge sull'emergenza ungulati che andrà domani, 3 novembre, all'approvazione della giunta regionale.

La Toscana ha una densità record per il numero di ungulati ogni chilometro quadrato, che ne fanno la regione europea con il maggior numero di ungulati, inferiore solo ad alcune zone dell'Austria. Sono stimati nella regione circa 200mila caprioli, altrettanti cinghiali, 8mila daini e 4mila cervi. Ciò è dovuto anche alla particolare conformazione del territorio, coperto da boschi e foreste per il 60 per cento, nonché dalla qualità ambientale particolarmente favorevole per la fauna e in particolare per gli ungulati.

"Lo spirito della legge – ha detto l'assessore regionale all'agricoltura Marco Remaschi - è quello di tutelare concretamente l'agricoltura e l'equilibrio ambientale del nostro territorio. I danni alle coltivazioni agricole provocate dalla presenza sovradimensionata degli ungulati non sono più tollerabili. La crescita esponenziale della presenza di ungulati è tale che il disequilibrio dei nostri sistemi, se non interveniamo, è destinato ad aumentare. La proposta di legge che abbiamo scritto si pone a monte di un'azione programmata che dovrà essere seria, ben regolamentata e limitata nel tempo. La legge sarà continuamente monitorata sia perché possa essere applicata nel migliore dei modi sia per limitare al massimo gli effetti indesiderati".

La legge introdurrà una revisione generale della normativa vigente e, nell'ambito di questa, delle aree vocate e di quelle non vocate. All'interno di queste ultime si collocheranno le aree considerate più problematiche. Queste ultime potranno essere gestite con forme di caccia di selezione per tutte le specie interessate e per un periodo ampio del calendario. Sarà data la possibilità agli agricoltori di poter gestire le catture sul proprio fondo.

La nuova normativa avrà validità limitata nel tempo, tre anni, per permettere di verificare i risultati ottenuti. In questo periodo, attraverso i monitoraggi e i censimenti di Ispra (Ministero Ambiente) e CIRSEMAF (Centro interuniversitario studi faunistici) sarà tenuta sotto controllo la densità di ungulati in zone campione e l'incidenza dei danni.

Sarà prevista anche una serie di azioni di valorizzazione delle carni selvatiche: la legge creerà i presupposti per la creazione di una filiera per la commercializzazione di una parte almeno delle carni di selvatici, molto richieste dal mercato. La carne, frutto dell'attività di selezione, sarà utilizzata anche per azioni di solidarietà sociale.



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