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Attualità mercoledì 07 ottobre 2015 ore 18:40

Geotermia, fissare il numero massimo di pozzi

Il Consiglio regionale ha approvato la risoluzione del Pd con l'astensione delle opposizioni: la giunta delineerà una normativa chiara

FIRENZE — Dare “piena attuazione al protocollo d’intesa approvato nel novembre 2013, sottoscritto con Rete Geotermica toscana di cui fanno parte alcuni operatori titolari dei permessi di ricerca per la realizzazione di impianti per la produzione di energia a media entalpia a ciclo binario”. Predisporre “il prima possibile”, e di concerto con le istituzioni locali, le indicazioni previste dal Paer (Piano ambientale energetico regionale) per definire il “numero massimo dei pozzi esplorativi da concedere”, i “criteri e i parametri per la loro corretta distribuzione sul territorio”, tenendo conto delle “prescrizioni” del Pit (Piano di indirizzo territoriale) con valenza di Piano paesaggistico e specificatamente riferite alle zone di produzione agricola ad alto valore qualitativo, per il “corretto inserimento degli impianti” e per “spingere i concessionari ad utilizzare le tecnologie più avanzate in termini di sostenibilità”.

Sono questi alcuni dei punti fondamentali della risoluzione sulla geotermia, passata oggi, 7 ottobre, in consiglio regionale a maggioranza a firma del capogruppo Marras e dei consiglieri Pd Mazzeo, Nardini, Pieroni, Bezzini e Scaramelli.

Il documento è stata presentato dal capogruppo del Pd Leonardo Marras: "credo che questo testo possa rappresentare il punto di equilibrio di posizioni che si sono consolidate nel tempo; suggerisco comunque di raccogliere le diverse e altre posizioni a corredo della risoluzione, per approfondire ulteriormente un tema così strategico”. 

La risoluzione approvata con l'astensione delle opposizioni, come già annunciato, arriva per superare lo stallo che si è venuto a creare visto che la moratoria di sei mesi al rilascio di permessi di ricerca, con relative proroghe, per la realizzazione di pozzi esplorativi, è scaduta il 24 agosto scorso

Nel documento si chiede l’impegno della Giunta a “predisporre una proposta di intervento normativo” assicurando il “massimo coinvolgimento di tutti gli enti competenti” e “garantire le vocazioni socio-economiche, turistico-agricole, ambientali e paesaggistiche degli specifici territori toscani”.  Si apre, come detto, alla bassa e media entalpia a ciclo binario pur fissando un numero di pozzi e si vuole inoltre “invitare tutti gli operatori economici coinvolti a sottoscrivere accordi specifici tesi a favorire la competitività dei sistemi economici locali e a migliorare la qualità dei servizi e delle infrastrutture locali”.

L'intento è quello di proseguire nell'impegno a sostenere l'uso di energie da fonti rinnovabili, di cui la geotermia è un settore d'importanza strategica per la Toscana, per perseguire l'obiettivo comunitario della riduzione delle emissione da gas fossili e del raggiungimento entro il 2020 della quota del 17 per cento a livello nazionale di energia pulita sul consumo totale. Tenendo insieme il rispetto del paesaggio e delle caratteristiche dei territori, soprattutto di quelli a connotazione agricola e a vocazione turistica.

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