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venerdì 27 maggio 2016

Attualità sabato 20 febbraio 2016 ore 10:00

"Il distretto non si tocca"

Diego Bellacchini

Diego Bellacchini, coordinatore della lista civica Uniti per Volterra, critica la politica regionale degli accorpamenti: "Si deve partire dai servizi"

VOLTERRA — La lista civica Uniti per Volterra interviene sulle politiche regionali esprimendo preoccupazione per le scelte di accentramento: "Apprendiamo di grandi manovre in Consiglio Regionale, per limitare il numero delle aree distretto, e in generale assistiamo a una ridefinizione dei centri decisori, in un'ottica di preoccupante accentramento" scrive il coordinatore Diego Bellacchini in un comunicato.

"Le aree distrettuali sono quelle più attinenti alla realtà locale - prosegue Bellacchini - e derivano dalle vecchie intercomunali. Sono le aree più attinenti alle identità locali, e dovremmo stare molto attenti a intaccarle; peggio a violentarle. Se proprio dovessimo costruire artificiosamente dei nuovi distretti, dovremmo partire dai punti erogatori di servizi, quindi dagli ospedali, per poi costruire intorno un'area, e non accorpando senza logica in un'ottica meramente ragionieristica".

Bellacchini torna a ribadire il no a possibili fusione con Pontedera: "La lista civica si era espressa positivamente verso un percorso che avrebbe potuto portare a una sinergia con il distretto della Val d'Elsa - dichiara invece - ma se questo non dovesse essere possibile, per il rispetto dei Consigli Comunali e dei cittadini di quest'area chiediamo con forza che nulla cambi".

Il coordinatore tira quindi in ballo la Costituzione: "Prevede che non esistano territori di serie B, e il distretto di Volterra, pari a una provincia per dimensione, non ne può rimanere sprovvisto. Un territorio così complesso, con la presenza di carcere, riabilitazioni, un turismo di massa importante, e una vasta area da controllare, non può rimanere senza governance. A maggior ragione che la complessità di questa area va aumentando, con la crescita del Polo Inail e con l'accoglienza che questa amministrazione ha dato alla stabilizzazione della Rems".

"Sarebbe proprio scorretto, per non dire inaccettabile, che la stessa Regione che prima è stata fortemente aiutata, riguardo la soluzione della patata bollente Opg di Montelupo, da Volterra, adesso puntasse a togliere l'autonomia al suo distretto che esiste da sempre e che si è distinto per ottimi risultati di Società della Salute, tra i migliori in Toscana. Perchè la collaborazione deve avvenire su tutti i fronti - conclude il coordinatore. - E per la Regione dobbiamo essere tutti uguali, e non figli e figliastri".

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