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domenica 28 agosto 2016

Politica sabato 11 aprile 2015 ore 13:12

Lista Pd: sarà Firenze a decidere

Anche ieri sera è mancato il numero legale alla direzione pisana del Partito. Pieroni: ​"Come possiamo far contare Pisa in Regione se Firenze decide per noi?"

PISA — "Potevamo, come altre direzioni provinciali, ratificare da soli le 8 candidature, peraltro in numero e genere coerente con la richiesta del partito; invece una parte del Pd provinciale ha preferito lasciare in mano ad altri scelte che avrebbe potuto fare, assumendosi una responsabilità pesante". A parlare è l'ex presidente della provincia di Pisa e candidato al consiglio regionale della Toscana per il Pd Andrea Pieroni, dopo che, per la seconda volta in una settimana, la direzione pisana del Partito ieri sera, 10 aprile, non è riuscita a ratificare i candidati per mancanza della maggioranza richiesta, i due terzi dei 150 aventi diritto. 

"Un'occasione sprecata – secondo Pieroni - Fare politica significa mettersi al servizio, con serietà e senso di responsabilità. Significa pensare alle comunità, ai territori, alle persone". 
Il candidato richiama alla responsabilità: "credo che per fare il bene del territorio bisogna rimanere uniti; concentrarsi sull'obiettivo comune di governare bene questo territorio e di rappresentarlo in Regione è l'unica strada percorribile, ma è difficile se si è distratti da discussioni, incomprensioni e individualismi, che fanno da sponda a chi professa antipolitica e astensionismo"

Il Pd è il mio partito, quello in cui credo, che ho scelto e con il quale sono stato più volte eletto - prosegue l'ex presidente della Provincia - ma quel simbolo e quel nome non possono prescindere dal concetto di democrazia: democrazia è quella esercitata dagli iscritti che hanno sottoscritto tutte le candidature e democrazia è quella in mano a chi ha il diritto di esprimere la sua preferenza, scegliendo tra tutti gli otto candidati che hanno presentato la propria disponibilità a candidarsi". "Ciascuno lo ha fatto nel rispetto dei tempi e dei modi stabiliti dal Pd e dalle sue regole, che come iscritti al partito condividiamo e portiamo avanti - aggiunge - nel rispetto di questi tempi e di questi modi, ho atteso, fiducioso, che la direzione avesse la sua seconda e ultima possibilità per decidere di fare da sola, per scegliere di rispettare la volontà degli oltre 2mila iscritti che hanno firmato a sostegno delle candidature". "Avremmo dovuto assumerci la responsabilità di ratificare le scelte fatte - sostiene Pieroni - per continuare serenamente la campagna elettorale e dimostrare agli elettori che siamo capaci di sintetizzare tutte le sensibilità interne al partito e di governare con competenza, per il benessere del territorio e dei suoi abitanti, che è fine ultimo".

"Questa non è la stagione dei congressi - conclude l'esponente del Pd - certe scelte sono state fatte e si faranno ancora, ma non ora: se è vero che ogni cosa ha un tempo, questo non è quello giusto".

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