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venerdì 30 settembre 2016

Attualità giovedì 24 marzo 2016 ore 16:30

"Lasciate i piccoli Comuni liberi di scegliere"

Il sindaco Sandro Cerri

Il sindaco Sandro Cerri parla delle fusioni: "Non devono essere calate dall'alto e non solo sulla base del parametro demografico"

MONTECATINI VDC — "La straordinaria manifestazione degli oltre 100 sindaci a Volterra il 12 marzo scorso, con associazioni e cittadini per dire no alle fusioni obbligatorie dei piccoli Comuni, deve fare riflettere tutti". A dirlo è il sindaco di Montecatini Val di Cecina, che prende parola in merito al dibattito sulle autonomie locali.

"Non possiamo rischiare di smantellare un sistema che ha garantito presenza istituzionale ed erogazione di buoni servizi sul territorio - dichiara Cerri. - E’ infatti tornato fortemente di attualità il tema delle fusioni dei “piccoli” Comuni. In toscana sono già nati nuovi Comuni derivanti da “fusioni”, come ad esempio quello di Crespina Lorenzana, oppure Casciana Terme Lari".

"La Legge Regionale Toscana sul sistema delle autonomie locali - ricorda il sindaco - prevede la possibilità di effettuare la fusione tra Comuni obbligati ad esercitare in forma associata le varie funzioni fondamentali, attraverso apposita intesa tra gli stessi e di concerto con la Regione, passando attraverso consultazioni referendarie".

"La stessa Legge prevede però che, a decorrere dal primo gennaio 2016, la Regione Toscana possa deliberare il processo di fusione dei Comuni, anche in assenza di accordi tra gli Enti stessi e quindi anche in presenza di esisti referendari contrari alla fusione. Esempio delle scorse settimane, è per il percorso di fusione che la Regione ha attivato tra i Comuni di Cutigliano e Abetone, in provincia di Pistoia. A Cutigliano il referendum popolare ha sancito la vittoria del “si” alla fusione, mentre si sono pronunciati negativamente gli abitanti di Abetone".

"Nonostante questo - fa notare il sindaco - la Regione sta procedendo con la fusione dei due Comuni. Inoltre, è di poche settimane fa la proposta in Parlamento, fatta da esponenti del Partito Democratico, che prevede la fusione obbligatoria di tutti i Comuni aventi meno di 5mila abitanti".

"A mio avviso l’istituto della fusione può anche essere utile ai territori ed ai cittadini, ma non può assolutamente essere una ricetta uguale per tutti, calata dall’alto, e soprattutto considerando il solo parametro demografico dei residenti. Occorre considerare anche le particolarità di un territorio e quindi di un Comune".

Cerri procede nell'elencarli: "L’estensione territoriale, la montanità, la vocazione turistica e quant’altro. Ci sono comuni “piccoli” per il parametro demografico - aggiunge - ma molto estesi, come, ad esempio, Montecatini Val di Cecina, che pur contando solo 1.750 cittadini residenti circa, ha una estensione di 156 chilometri quadrati. Per percorrere da nord a sud questo Comune, occorre circa un’ora e non può essere certo equiparato ad altre realtà dove magari in un ora di tempo si attraversano più Comuni, spesso costituti da centri abitati contigui".

Secondo Il sindaco, inoltre, i piccoli Comuni "Sono l’ultimo avamposto della catena istituzionale della nostra Repubblica" perché si tratta degli "Enti più a contatto con i cittadini ed i suoi amministratori svolgono anche un ruolo sociale importante, essendo spesso a conoscenza diretta di tutti i Cittadini e dei loro problemi".

Di qui la conclusione: "La fusione, insieme alle Unioni e alle convenzioni per l’esercizio in forma associata delle funzioni fondamentali possono essere strumenti importanti, ma ogni piccolo Comune deve avere la possibilità di scelta su quale strumento usare, fino anche a rimanere pienamente autonomo se riesce a erogare servizi di buona qualità a costi congrui".

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