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martedì 28 giugno 2016

Attualità mercoledì 07 ottobre 2015 ore 19:02

"Non esiste la geotermia buona e quella cattiva"

Marras (Pd) sulla risoluzione approvata in Consiglio regionale. Le opposizioni si astengono e sollevano dubbi: servono approfondimenti

FIRENZE — "Lo sviluppo della geotermia, oltre che dal punto di vista energetico, rappresenta una grande ricchezza per i territori, anche in senso economico e occupazionale: l'esperienza toscana ha evidenziato come gli impianti possano offrire condizioni favorevoli per i servizi alla comunità e per l'insediamento di altre attività". E' il presidente del gruppo consiliare del Partito Democratico in Consiglio regionale Leonardo Marras ad illustrare la risoluzione sulla geotermia, passata stamani, 7 ottobre, in consiglio regionale a maggioranza.

LA MAGGIORANZA. La risoluzione Pd a firma di Marras e dei consiglieri Mazzeo, Nardini, Pieroni, Bezzini e Scaramelli, in estrema sintesi, non chiude la porta alla nuova geotermia a bassa e media entalpia delle centrali a ciclo binario, ma impegna la giunta toscana a predisporre una normativa per definire il “numero massimo dei pozzi esplorativi da concedere”, i “criteri e i parametri per la loro corretta distribuzione sul territorio”.

"I dati regionali ci dicono che oggi la Toscana con 32 impianti produce 800 MW di energia da fonte geotermica, oltre un terzo del consumo energetico regionale - ha dichiarato Marras - E' evidente quindi che si tratta di una risorsa preziosa, una fonte rinnovabile, inesauribile ed ecologica, che la terra ci offre".

"Non esiste, dunque, un problema di geotermia buona e geotermia cattiva, bisogna scegliere come usarla, e la risposta sta già nella legislazione regionale: la Toscana è stata tra le prime Regioni ad approvare un proprio piano paesaggistico che considera il paesaggio come "bene comune" e prevede, con il Piano d’Indirizzo Territoriale, vincoli e strumenti per tutelarne la conservazione e il corretto sviluppo, come la conferenza di pianificazione . ha aggiunto il capogruppo Pd - in tal senso anche le attività di ricerca, la localizzazione e il numero degli impianti andrà a integrarsi con il Piano del paesaggio e con gli atti di pianificazione collegati".

"Inoltre - ha concluso Marras - ai gestori chiediamo impegni precisi riguardo a ricerca, innovazione e efficienza degli impianti, al fine di evitare i possibili impatti ambientali".

"Dopo la sospensione di sei mesi per il rilascio di nuove autorizzazioni è importante riaffermare il valore strategico dell’energia geotermica, coniugandone lo sviluppo con la tutela dell'ambiente e del territorio - è il commento dei consiglieri democratici - La nostra risoluzione impegna la Regione Toscana ad adottare rapidamente una normativa chiara, perchè la liberalizzazione del settore, da cui è derivato il grande aumento delle richieste, è un elemento positivo, ma solo se abbinata a norme omogenee per i programmi di ricerca e per la gestione degli impianti, che devono essere compatibili con le caratteristiche del paesaggio e tenendo conto delle imprescindibili differenze dei nostri territori".

"Per questo, abbiamo previsto - aggiungono i consiglieri del Pd - che la pianificazione avvenga in sinergia con i Sindaci del territorio e le amministrazioni locali, a cui spetta un ruolo centrale nell'individuare al meglio la compatibilità degli interventi. Il settore potrà così andare incontro a un periodo di sviluppo, integrandosi con le politiche di gestione e tutela del territorio". 

LE OPPOSIZIONI. “Rammarico” è stato espresso dal consigliere regionale Giacomo Giannarelli (M5S) per il “mancato passaggio della risoluzione in commissione Ambiente” di cui è vicepresidente. “Avevo chiesto, informalmente, un approfondimento che è stato negato”. Rilevando come la geotermia sia risorsa “strategica per la Toscana e l’Italia”, Giannarelli ha affermato che nel testo di Marras ci sono “alcune imprecisioni” tra queste una “certa confusione tra tipologie di impianti”. Annunciando il voto di astensione alla mozione Pd in Consiglio regionale, ha anche anticipato una serie di “valutazioni” auspicando, per il futuro, un lavoro “condiviso in commissione”.

“La risoluzione contiene buone intenzioni e tuttavia mancano alcuni aspetti importanti, tra questi una cabina di regia utile, anche, per fissare criteri di riconversione“ ha affermato Tommaso Fattori (Si). E anche in tema di “individuazione delle aree non idonee” al rilascio di permessi di ricerca, secondo Fattori sarebbero necessari “criteri certi a tutela di ambiente e salute”.

Muovendosi su un “principio di cautela” e citando studi che parlano di un “eccesso di mortalità per patologie tumorali” in zone geotermiche, Andrea Quartini (M5S) ha suggerito “approfondimenti”. “Non tener conto di tutte le voci in campo, le ricadute e l’impatto anche sulla salute pubblica, potrebbe costarci caro” ha detto rilevando anche una “carenza di attività epidemiologica in Toscana”. 

Nel dichiararsi “non contrario alla geotermia in quanto tale” ma auspicando “cautela nel rispetto e nella salvaguardia della salute dei cittadini”, Roberto Salvini (Lega Nord) ha annunciato il voto di astensione. Preoccupato per alcuni dati che sembrerebbero rilevare la “presenza di metalli pesanti, tra i quali mercurio e cromo, nei fiumi”, Salvini ha lanciato l’ipotesi di una “indagine sul territorio per i dovuti accertamenti”.

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