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martedì 21 novembre 2017

Attualità sabato 04 novembre 2017 ore 16:15

Ribaltare la finanza per salvare la Terra

E' l'appello degli esperti riuniti al Forum di Greenaccord su "Economia e Finanza nell'era no-carbon" a Larderello

POMARANCE — La finanza è l'esempio più evidente di crescita cattiva e fine a se stessa e un ribaltamento dei suoi processi non è più differibile se si vuole salvare la Terra dalle speculazioni sui disastri ambientali. A lanciare l'appello al mondo della finanza è il gruppo di esperti intervenuti alla tavola rotonda organizzata presso la sede della centrale geotermica Enel di Larderello, nell'ambito 14esimo Forum internazionale per la salvaguardia della natura, organizzato dall'associazione culturale Greenaccord Onlus dal 3 al 5 novembre. 

Per Fritjof Capra, direttore del Center of ecoliteracy di Berkeley (Usa), bisogna ribaltare l'idea secondo cui l'economia si basa solo sulla crescita quantitativa. Per contrastare il climate change occorre "sostituire l'economia tossica attuale con una buona crescita basata su processi di sviluppo efficienti, con energie rinnovabili e un ripristino dell''ecosistema della Terra", ha spiegato Capra. Un nuovo modello di crescita che miri alla qualità "non è più un problema di ordine morale ma una questione di leadership politica". 

Sulla stessa linea Andrea Baranes, presidente della Fondazione Finanza Etica, che ha spiegato ai cento giornalisti presenti i danni provocati ad ambiente e società dalla finanza speculativa. Per Baranes la speculazione finanziaria crea pressione sui sistemi economici trovando terreno fertile proprio nei disastri ambientali. "La follia dell'attuale sistema finanziario è che la speculazione genera l'instabilità su cui poi va a fare profitti", per questo, ha concluso il presidente della Fondazione Finanza Etica, "occorre capovolgere questo approccio cambiando le regole del gioco". 

Una nuova economia ecologica può svilupparsi solo se il sistema accoglie nuovi indicatori che superano il Pil. Una tesi sostenuta da Robert Costanza, economista della National Australian University, secondo il quale "è fondamentale inserire il tema della crescita qualitativa nel più ampio contesto ecologico integrato". Importante anche "distinguere fra crescita e sviluppo perché non è più pensabile che l'economia possa continuare a crescere in questo modo". Per raggiungere tali obiettivi, ha spiegato l'ecologista, "occorre partire dal presupposto che lo sviluppo sostenibile è qualcosa di desiderabile rispetto ad un cattivo sistema. Servono misure aggregate di progresso e sostituire il Pil con una più ampia piattaforma di indicatori che tenga in considerazione la qualità della vita e il benessere delle persone". Come società, ha concluso Costanza, "dobbiamo decidere di cambiare per varie ragioni e spezzare la corsa alle armi consumistiche".

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