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Cronaca martedì 22 settembre 2015 ore 06:00

Ricerche dell'uomo scappato dopo l'incidente

Indagini dei carabinieri e appelli anche sui social per trovare quell'auto coinvolta nell'incidente che ha provocato la tragica morte di Andrea Tani



VOLTERRA — Per gli amici e per i tanti ragazzi che aveva allenato era Pippo. Un uomo buono e sorridente. Un padre di famiglia. Che ha perso la vita a soli 56 anni, in una domenica pomeriggio qualunque, a pochi chilometri da casa, mentre col suo scooter che usava anche per andare a lavoro alla farmacia dell'ospedale di Volterra, tornava da vedere una partita di calcio, che tanto amava. Una tragedia. Una morte assurda arrivata sull'asfalto di una rotonda. Un incidente che resta ancora senza risposte.

Si moltiplicano i messaggi ed i ricordi di Andrea Tani, morto nel pomeriggio di domenica 20 settembre sulla sr 68 nel Comune di Montecatini Val di Cecina, fra Ponteginori e Saline di Volterra, dove abitava con la famiglia. Una intera comunità incredula e sotto shock, che si stringe intorno al grande dolore delle figlie, della moglie, del fratello, dei suoi cari.
E anche su facebook alle foto di Andrea con i piccoli che aveva allenato, alcuni ormai grandi, arrivano gli appelli per trovare quell'uomo alla guida della Fiat Grande Punto di colore grigio scuro coinvolto nell'incidente e poi scappato, mentre a Tani venivano prestati i primi, ma purtroppo inutili soccorsi.

Ad oltre 24 ore dall'incidente di quello che sembra a tutti gli effetti un 'pirata della strada' non c'è nessuna traccia, mentre i carabinieri lo cercano a tappeto.
Secondo alcuni testimoni, alla guida di quell'auto grigia c'era un uomo bianco di circa 35-40 anni, con i capelli scuri, lunghi quasi alle spalle, con un po' di barba, alto circa uno 1,70-1,80, che indossava una maglietta a sfondo nero con un disegno bianco. Come riferiscono alcuni che erano sul posto, quell'uomo ha fermato la sua auto dopo lo schianto, è sceso, si è avvicinato ad Andrea riverso a terra, poi mentre venivano chiamati i soccorsi da un'automobilista di passaggio, si è dileguato in pochi attimi a bordo della sua Grande Punto in direzione di Ponteginori. 
Da alcune persone presenti, sono state scattate anche delle foto all'auto consegnate ai carabinieri, ma la targa non sarebbe perfettamente leggibile: sono in corso tutte le indagini tecniche del caso da parte dei carabinieri per cercare di risalirvi.

Non si conosce l'esatta dinamica, ma l'auto pirata e lo scooter di Tani erano all'interno della rotatoria al momento dello schianto. L'ipotesi che è sembrata da subito la più plausibile, anche secondo le testimonianze raccolte, è che il conducente della Grande Punto abbia imboccato la rotonda contro mano e tagliato la strada ad Andrea.
Una manovra fatale.
Nè l'auto nè lo scooter avrebbero riportato grandi danni, tali da far pensare ad uno scontro frontale; la Punto, secondo quanto si apprende, aveva una ammaccatura e un faro rotto sul lato anteriore sinistro; sullo scooter saranno eseguiti i dettagliati rilievi da parte degli inquirenti. Possibile anche che Tani sia caduto perdendo il controllo della moto, forse vedendosi arrivare l'auto davanti per schivarla. Non si esclude neanche che sia stato travolto dopo la caduta dalla Punto. Ipotesi che potranno essere chiarite solo dagli inquirenti, ai quali alcune indicazioni arriveranno dall'esito dell'autopsia sulla salma.

Le indagini dei carabinieri sono volte a rintracciare l'auto ed il suo conducente, con ogni mezzo. Filmati delle telecamere dove la Grande Punto potrebbe essere passata, anche se nella zona dell'incidente non ce ne sono, verifiche degli accessi all'autostrada, controlli a tappeto. Indagini che si concentrano anche nelle carrozzerie e nelle officine, dove l'uomo potrebbe rivolgersi per riparare il danno. Finora ci sono state alcune segnalazioni, che poi purtroppo si sono rivelate inattendibili. E si continua a cercare quell'auto in fuga, mentre il dolore per la morte di Andrea si mischia con la rabbia.



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