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venerdì 22 giugno 2018

Politica venerdì 23 febbraio 2018 ore 16:18

Tassa di soggiorno, Uniti per Volterra ci ripensa

Ancora polemica sull'imposta che sarà introdotta dal primo marzo. Paolo Moschi, dopo essere passato alla minoranza, fa marcia indietro



VOLTERRA — La lista civica "Uniti per Volterra", di fatto rimasta nelle mani di Paolo Moschi alla stregua di un cerino, ha fatto marcia indietro sulla tassa di soggiorno, criticandone l'introduzione. In particolare, "Uniti per Volterra" ha sollevato dubbi su come potranno essere impiegati i fondi raccolti dal Comune grazie alla nuova imposta.

Un cambio di visione che l'attuale maggioranza non esita a criticare. "La coerenza dovrebbe essere un virtù in politica - ha presto commentato l'assessore al turismo Gianni Baruffa - ma l’ex assessore Paolo Moschi evidentemente sembra averla smarrita ormai del tutto. Ecco che la 'lista' Uniti per Volterra non perde occasione, quindi, per polemizzare su qualsiasi cosa che venga fatta da questa amministrazione. Non utlima l’istituzione dell’imposta di soggiorno".

"Vorrei, infatti, semplicemente ricordare – ha argomentato ancora l'assessore - che l'ex assessore Moschi ha approvato il Dup (documento unico di programmazione) durante la Giunta del 28 novembre 2017, al cui interno era inserita proprio l'istituzione dell’imposta e le sue modalità di applicazione. Oltre ad aver votato in modo favorevole anche alla delibera di Giunta del 19 dicembre 2017 in cui venivano determinate le tariffe riguardanti l’imposta di soggiorno suddivise per categoria e cioè l'importo da versare da parte dell'ospite a seconda della tipologia di struttura. Infine, e non per ordine di importanza, nel Consiglio comunale in cui è stata approvata l’imposta, Moschi se ne andò lasciando l'aula, mentre invece, se davvero fosse stato così contrariato, avrebbe potuto aprire una discussione, cosa ovviamente non successa". 

"Continuare a negare o addirittura prendere le distanze dal provvedimento dopo averne appoggiato tutto il percorso - ha concluso Baruffa -, dimostra una certa ‘schizofrenia’ politica. Nel percorso durato oltre un anno del resto non si registra un solo intervento contrario dell’allora assessore. Così come è stato ben definito il reimpiego delle risorse derivanti dall’applicazione: investimenti in migliorie riferiti a manutenzioni e decoro".



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