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martedì 21 novembre 2017

Attualità lunedì 06 novembre 2017 ore 10:22

Ipotesi Volterra per i piccoli interventi

Foto di repertorio

La Regione starebbe valutando l'ipotesi di concentrare gli interventi minori nell'ospedale di Volterra. Chiesti chiarimenti

PIOMBINO — La Azienda Usl Toscana Nord Ovest ha presentato una proposta in Regione per concentrare gli interventi chirurgici minori nell’ospedale di Volterra. Lo si apprende in un articolo pubblicato il 5 Novembre sul quotidiano La Nazione edizione di Massa Carrara, rilanciata oggi dall'edizione locale del quotidiano Il Tirreno. Il provvedimento dovrebbe riguardare anche i cittadini di Piombino e della Val di Cornia che per cataratte ed ernie per esempio o più in generale per i piccoli interventi in day hospital dovranno recarsi presso la struttura di Santa Maria Maddalena.

La notizia ha fatto subito il giro del web e, tra proteste e incredulità, si chiede alla Regione di fare chiarezza in merito dal momento che questa proposta costringerebbe tantissimi cittadini a un “pellegrinaggio sanitario” usando le parole della Uil intervenuta nel merito.

In totale disaccordo con questa ipotesi di provvedimento Rifondazione Comunista a Piombino che su Facebook ha diffuso una nota di dissenso. “Avevamo capito che negli ospedali periferici sarebbero stati garantiti prestazioni ed interventi che, per il loro carattere di maggiore semplicità, per il loro carattere ambulatoriale, non avrebbero avuto bisogno di percorsi complicati e che quindi sarebbe stata garantita una capillarità territoriale, mentre invece, per situazioni più complesse, si sarebbero previsti percorsi terapeutici verso centri di alta specializzazione all'interno non solo della Asl nord-ovest, ma anche delle altre strutture regionali. – hanno detto - Vediamo invece che anche per i piccoli interventi, quelli di un giorno, quelli per i quali il cittadino ha veramente bisogno di un accesso territoriale vicino alla propria abitazione, adesso si prevede una concentrazione verso un Ospedale oltretutto molto disagiato a livello di viabilità”.

Il rischio che si profila sarebbe l’esodo verso strutture convenzionate o cliniche private con costi variabili e sicuramente più vicine, in fatto di chilometri, al cittadino.

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