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Attualità mercoledì 01 giugno 2016 ore 08:15

Ricordando Giorgio Albertazzi

Il direttore artistico del Festival del Teatro Romano ricorda il celebre cittadino onorario di Volterra, a pochi giorni dalla scomparsa



VOLTERRA — Il direttore artistico del Festival del Teatro Romano Simone Domenico Migliorini ricorda il lungo sodalizio e l’amicizia con Giorgio Albertazzi, celebre attore, cittadino onorario volterrano.

“Se devo ricordare adesso un episodio che ancora mi commuove, è stato quando alla fine di un suo spettacolo (io ero in platea) mi invitò sul palco, mi fece dire Dante accanto a lui, ero sentimentalmente emozionato ma fui bravo. Poi scoppiarono gli applausi io me ne rimasi in quinta per farli prendere a lui. Chi ero io, per permettermi di rubargliene anche uno solo? Lui balzò nella quinta e mi tirò fuori con uno strattone, come a dire “sei proprio un bischero!. Mi portò in proscenio mi applaudì anche lui e mi strinse la mano forte ma dolcemente senza farsi vedere. In quel tocco c’era tutto quello che non ci siamo mai detti in modo esplicito ma che sapevamo benissimo di sapere. Quella stretta - ha ricordato Migliorini - me la sono sempre portata e sempre la porterò nel cuore e nell’anima".

"Giorgio ho l’albertazzite, gli dicevo quando ero un po' giù e artisticamente ferito da una situazione per me sempre più difficile da sbloccare, come il Festival o qualche spettacolo o interpretazione della quale non ero sicuro - ha aggiunto Migliorini -, allora lui anche solo sorridendomi o facendomi una carezza, mi dava quella forza, quell’energia che mi corroborava. Era il mio viagra artistico. Giorgio Albertazzi per me non è stato una tappa ma un percorso, d'arte e di vita, un faro, spesso un rifugio, un confronto, una conferma un grande affetto mescolato a una grande stima, a qualcosa di magico che non saprei descrivere, qualcosa che fa parte della tua vita, era, per me, come il respirare, sai che lo stai facendo ma non te ne accorgi nemmeno, eppure sei consapevole di quanto sia importante, sarà per questo che oggi mi sento soffocare, come mi mancasse l'aria".

Viola Luti
© Riproduzione riservata



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