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Contro il declassamento i sindaci protestano a Montecitorio

Una delegazione ricevuta dai parlamentari di FdI, FI e Pd. Presenti assessore di Pomarance e Santi che scrive anche al presidente nazionale di Anci

"Ho partecipato alla mobilitazione contro la riforma Calderoli e il declassamento dei Comuni montani, portando la voce della Toscana insieme al consigliere di Pomarance Benedetto Randazzo e a tanti sindaci provenienti da tutta Italia". Giacomo Santi è stato di nuovo a Roma e ha preso parte alla delegazione promossa dal sindaco di Urbino, Maurizio Gambini, in rappresentanza dei territori che rischiano di subire pesanti conseguenze economiche e sociali a causa di un provvedimento che non manca di definire "profondamente ingiusto".

Nel corso della giornata poi, una delegazione rappresentativa delle Regioni è stata ricevuta dai gruppi parlamentari di Fratelli d’Italia e Forza Italia, alla presenza del senatore Maurizio Gasparri, e nel pomeriggio dal gruppo parlamentare del Partito Democratico. 

"Forte e condivisa - ha aggiunto il sindaco di Volterra - la richiesta avanzata da tutti gli amministratori presenti: fermare il Dpcm che penalizza numerosi Comuni montani e aree interne, territori che già oggi affrontano difficoltà legate ai servizi essenziali, alla sanità, alla scuola, alle infrastrutture, all’agricoltura e al crescente spopolamento. Il numero sempre maggiore di ricorsi presentati al Tar dimostra quanto questo tema sia sentito dalle comunità locali e quanto forte sia la preoccupazione degli amministratori". 

La difesa dei Comuni montani non è una battaglia locale o ideologoca, ma una questione nazionale che riguarda il futuro delle aree interne e la tutela delle comunità che ogni giorno le abitano, le custodiscono e le tengono vive. Così la mobilitazione non si ferma. "Cresce infatti - ha ribadito - la consapevolezza del grave impatto economico e sociale che questa riforma potrebbe determinare sui territori più fragili del Paese. Per questo, nei giorni scorsi, ho scritto anche al presidente nazionale di Anci e sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, chiedendo un coinvolgimento più forte dell’Associazione nazionale dei Comuni affinché si apra una riflessione seria sugli effetti negativi che questo provvedimento rischia di produrre e si rivedano i parametri inseriti che hanno portato all’esclusione di tanti Comuni".