"La decisione del Governo di restringere i criteri per il riconoscimento dello status di comune montano, con l’esclusione di numerosi territori anche della Provincia di Pisa, rappresenta un errore grave che rischia di produrre conseguenze pesanti sull’economia locale, sulla tenuta dei servizi e sulla coesione sociale delle aree interne". Così, in una nota, Cna area Valdicecina interviene sul decreto approvato nei giorni scorsi, non ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale e quindi formalmente modificabile, relativo a Volterra, Montecatini Valdicecina, Pomarance e Monteverdi Marittimo che, carte alla mano, verrebbero esclusi dallo status di Comuni montani.
"Qui non siamo di fronte a una semplice razionalizzazione amministrativa – ha dichiarato Fausto Bacci, presidente Cna Zona Valdicecina – ma a una scelta che rischia di colpire in modo diretto imprese e comunità che operano in condizioni di svantaggio strutturale. Mentre a parole si parla di contrasto allo spopolamento, di Toscana diffusa e di attenzione alle aree interne, nei fatti si tagliano strumenti che servono proprio a tenere vivi questi territori". Cna Pisa chiede insomma una presa di posizione chiara e unitaria da parte di tutte le istituzioni locali e regionali, affinché il decreto venga modificato prima della sua definitiva approvazione.
Secondo Cna, la riclassificazione dei Comuni montani non può essere compensata automaticamente dai finanziamenti per le aree interne o da altre misure regionali. Si tratta di strumenti diversi, che non sostituiscono le agevolazioni specifiche previste per i Comuni montani e che rischiano di lasciare scoperte esigenze fondamentali per la tenuta economica e sociale dell’Alta Valdicecina. "Il rischio concreto – ha aggiunto Bacci – è che, dietro il riordino dei canali di finanziamento, si nasconda una riduzione reale delle tutele per territori fragili. Questo significa rendere ancora più difficile fare impresa, mantenere servizi e garantire qualità della vita. Così si accelera lo spopolamento, invece di contrastarlo".