Troppi pazienti e pochi medici, in particolare in periferia e nell'entroterra, in quelle che vengono chiamate “zone carenti”. Dove i medici di famiglia sono sempre meno e gli utenti per farsi prescrivere un farmaco o magari ottenere un semplice certificato devono prendere la macchina e raggiungere gli studi in località diverse da quelle in cui vivono.
Succede a Castelnuovo di Valdicecina, dove i medici di medicina generale presenti sono "massimalisti", possono arrivare a curare anche 1.800 pazienti e, avendo raggiunto il tetto più alto degli assistiti non possono accoglierne altri. Così chi richiede, perché magari si è trasferito di recente o per qualsiasi altro motivo, l'attribuzione di un dottore, deve scegliere una località limitrofa. Ma non tutti hanno le possibilità e le condizioni idonee per spostarsi. E a farne le spese sono principalmente gli anziani, magari in difficoltà a trovare un passaggio per raggiungere la sede più vicina.
Un problema comune anche ad altre realtà e che innesca una riflessione sulla continuità assistenziale. "Si tratta di un disagio presente nelle nostre zone -ha confermato il sindaco Alberto Ferrini – su cui stiamo lavorando, nonostante non sia prettamente di competenza comunale. Ma le difficoltà ci sono e stiamo mettendo in atto un percorsa che possa risolvere tali criticità".