Politica

"No a confini burocratici, sì a deroghe extra Asl"

Sanità anche nelle aree interne. Il consigliere regionale Petrucci, "basta ore di viaggio per raggiungere l'ospedale della propria Asl"

"Il diritto alla salute non può dipendere dal codice postale, né tantomeno da un confine amministrativo sulla mappa". Questo è il messaggio emerso dall’incontro svoltosi a Castelnuovo Val di Cecina, incentrato sulle criticità sanitarie che colpiscono i piccoli comuni e i territori periferici dell'Alta Val di Cecina.

Il fulcro del dibattito si è concentrato su una proposta di rottura rispetto alla gestione attuale: la possibilità di ottenere deroghe extra-Asl per i cosiddetti "comuni di frontiera". Territori come Castelnuovo Val di Cecina, Monteverdi Marittimo e Pomarance si trovano infatti in una posizione di confine tra un'azienda sanitaria e l'altra, nello specifico tra la Asl Toscana Nord-Ovest e la Sud-Est. Il problema principale sta nel fatto che i cittadini residenti in queste zone avrebbero spesso come ospedale più vicino un presidio situato in un'Asl diversa da quella di appartenza, come ad esempio le strutture di Siena nella Sud-Est. Per superare questa barriera, su esplicita sollecitazione dei consiglieri comunali di questi territori, verrà presentata una formale richiesta legislativa in Consiglio Regionale per andare in deroga ai rigidi limiti territoriali delle Asl per tutti i residenti dei comuni di frontiera, affinché i vincoli burocratici e amministrativi non penalizzino più il diritto alla salute.

Accanto a questa battaglia prioritaria, resta centrale l'importanza dell'innovazione tecnologica e del Fascicolo Sanitario Elettronico come strumenti di supporto. Sull'argomento è intervenuto direttamente il consigliere regionale Diego Petrucci, che ha voluto rilanciare con forza la sfida sui confini assistenziali e sui servizi essenziali per l'Alta Val di Cecina. “La Regione Toscana a guida Pd predica la retorica della 'Toscana diffusa' ma nei fatti - ha detto Petrucci - continua a tagliare i servizi sanitari nelle aree interne e più periferiche, penalizzando i cittadini più fragili. Per colmare questo divario inaccettabile serve una strategia coraggiosa che abbatta i muri tra le Asl. Non è ammissibile che un cittadino di Castelnuovo o di Monteverdi debba viaggiare per ore verso un ospedale della propria Asl quando ne ha uno molto più vicino in un'altra azienda sanitaria. Chiediamo deroghe extra-Asl immediate per i comuni di frontiera. Parallelamente, una digitalizzazione efficiente tramite il Fascicolo sanitario elettronico deve permettere di connettere subito i medici di base, gli specialisti e gli ospedali di zone diverse, evitando ai cittadini dell'Alta Val di Cecina estenuanti e continui spostamenti per visite o pratiche burocratiche. Su questo non faremo un passo indietro”.

All’incontro, che ha rappresentato un importante momento di confronto e di proposta, hanno preso parte figure chiave del partito e amministratori locali uniti nella richiesta di interventi strutturali, dal sindaco di Castelnuovo Val di Cecina Alberto Ferrini al consigliere comunale locale Luca Antonelli, dai consiglieri comunali di Monteverdi Marittimo, Carlo Quaglierini e Ronal Saccardi a Nadia Mori presidente del circolo Fratelli d'Italia Val di Cecina e Pedro Bessi presidente del circolo FdI di Volterra.

“Vivere in un comune montano o periferico - ha sottolineato Luca Antonelli - non può significare rassegnarsi a una sanità di serie B. Siamo territori di confine e la burocrazia non può essere un ostacolo per curarsi. Se un cittadino deve fare chilometri anche solo per raggiungere un ospedale distante quando ne avrebbe uno vicino oltre il confine della Asl, significa che la macchina assistenziale sta fallendo. Chiediamo che la tecnologia sia davvero al servizio dei nostri residenti e che si applichino le deroghe territoriali per semplificare la vita di chi ha già il disagio della distanza geografica. Castelnuovo e l'Alta Val di Cecina meritano attenzione, non promesse vuote”.

Dello stesso avviso Carlo Quaglierini consigliere comunale di Monteverdi Marittimo: “Non possiamo più accettare che le aree interne vengano costantemente penalizzate dai confini delle ASL. Vogliamo servizi di prossimità efficienti, la libertà di accedere all'ospedale più vicino e la certezza delle cure”.