Politica

Il Consiglio Comunale esprime solidarietà ai cittadini ucraini

Una trentina gli ucraini nel Comune; il consiglio approva all'unanimità un Ordine del Giorno proposta da Rifondazione Comunista che è fuori dall'assemblea

Un segnale importante dal Consiglio Comunale di Pomarance che esprime solidarietà ai cittadini ucraini che in questi mesi stanno vivendo un tragico conflitto. Nella seduta dell'11 giugno il Consiglio ha approvato all’unanimità un ordine del giorno proposto dall'ex consigliere Luigi Cerri, Segretario del Circolo del Partito di Rifondazione Comunista di Pomarance. Nonostante non faccia più parte del consiglio, dopo l'esito delle amministrative dello scorso 25 maggio che ha visto Rifondazione senza seggi, Cerri continua il suo impegno politico e propone a nome del Partito un ordine del giorno di cui riportiamo il testo.

"In Ucraina divampa la guerra. Si spara. Si muore. La gente soffre. L'Occidente resta indifferente. La propaganda trionfa.

È guerra! In Ucraina parlano solo le armi e la propaganda. Quando c'è la guerra la gente muore, la democrazia muore, la libertà muore, la verità muore, la civiltà muore. La guerra genera solo sofferenza e distruzione. Non ci sono vincitori in una guerra, solo vittime.

La guerra in Ucraina si poteva evitare? Sì. Ma nessuno ha voluto veramente provarci.

Non l'hanno fatto gli Stati Uniti, che sperano così di indebolire Europa e Russia in un sol colpo.

Non l'ha fatto l'Europa, incapace di trovare soluzioni a non importa quale problema.

Non l'ha fatto la Russia, divisa tra nazionalismo imperiale e paura di un conflitto in casa.

Non l'hanno fatto i ribelli ucraini che hanno preso il potere, una parte dei quali di tendenze naziste spera nell'epurazione dei russofoni e dei sinistroidi.

Non l'hanno fatto i russi-ucraini, perché troppo vogliosi di vendetta e di accasarsi tra le braccia del Cremlino.

Non l'abbiamo fatto noi, cittadini d'Europa e d'Italia, troppo impegnati a discutere sull'abolizione delle provincie e troppo distanti da quello che fu il più grande movimento pacifista d'Occidente, che nel 2003 portò in piazza a Roma tre milioni di persone.

Quando c'è una guerra trionfa la propaganda, da entrambi gli schieramenti. Certo, potremmo parlare dell'asilo di Slavyansk che è stato bombardato, oppure degli oltre cento morti della battaglia intorno all'aeroporto di Donetsk, oppure dell'elicottero delle forze armate ucraine abbattuto con tredici persone a bordo (persone, non soldati). Tutte morte, ovviamente.

Non basta raccontare la sofferenza del popolo ucraino, i giochi di potere che i potenti fanno sulla sua pelle, oppure fare inchieste su singoli episodi che possono far emergere le responsabilità dei media internazionali, come nel caso della strage di Odessa.

È Necessario agire e subito, prendere posizione, non per l’una o l’altra parte, anche se le responsabilità resteranno nella storia, ma per l’immediata cessazione delle ostilità e per la pace.

Nel Comune di Pomarance ci sono attualmente oltre 30 cittadini/e Ucraini, bisogna che l’istituzione che rappresenta l’intera comunità, (l’Amministrazione Comunale) esprima loro solidarietà e vicinanza di fronte al dramma che si sta consumando nel loro Paese".