Il sistema produttivo regge, ma preoccupano la qualità dell'occupazione e l'invecchiamento demografico. È quanto emerso dal Rapporto Valdicecina 2026, studio elaborato dall’Istituto Studi e Ricerche della Camera di Commercio della Toscana nord ovest e presentato a Montecatini Valdicecina.
I dati evidenziano come l'agricoltura si confermi asse portante dell'economia locale, assorbendo il 35% delle aziende e registrando una decisa accelerazione verso il biologico, che oggi copre il 59% della superficie agricola utilizzata. Parallelamente, il settore dell'ospitalità sperimenta un'espansione misurabile in oltre 852mila pernottamenti complessivi, sostenuti soprattutto dalla spinta della domanda estera, in aumento del 31%. Un fermento che si riverbera sul mercato immobiliare, che segna un incremento dell'85% nelle compravendite residenziali rispetto al 2019.
Un peso determinante nell’ossatura economica della vallata continua a essere esercitato anche dal polo industriale-energetico. Pur concentrato in un numero limitato di realtà di grandi dimensioni, questo comparto rappresenta un presidio storico e imprescindibile per l’occupazione e la tenuta reddituale della Valdicecina. Si tratta infatti di attività caratterizzate da elevati livelli di produttività, che garantiscono retribuzioni medie superiori ai 33 mila euro nel manifatturiero.
"Leggere questi dati significa assumersi la responsabilità di tradurli in azioni concrete e misurabili a beneficio della nostra comunità produttiva - ha commentato Valter Tamburini, presidente della Camera di Commercio - non possiamo limitarci a celebrare i record di presenze turistiche o la spinta del biologico se questi risultati non si convertono in ricchezza diffusa. La sfida che attende l'ente, e su cui intendiamo investire le nostre energie e competenze, è quella di affiancare le imprese nel percorso di qualificazione dell'offerta".
Il dinamismo dei mercati non si traduce, però, in un equo consolidamento retributivo. Il Rapporto evidenzia come il comparto turistico, pur generando elevata occupazione, sia caratterizzato da una ridotta capacità di trattenere valore aggiunto, ovvero il 37% dei ricavi. Le retribuzioni medie, su cui incide la durata della stagione, si fermano a 15mila euro, alimentando un fenomeno di deskilling patologico e configurando un ecosistema lavorativo che rischia di spingere alla fuga le giovani professionalità locali.
Un ulteriore elemento di criticità è rappresentato dalla composizione della ricchezza: il reddito medio Irpef di quasi 23mila euro è garantito per il 37% da entrate di natura pensionistica, a conferma di un progressivo indebolimento della struttura demografica. In questo contesto, l'integrazione della componente straniera, che oggi incide per l'11% sui residenti e per il 13,8% sui dipendenti, si conferma una leva indispensabile per assicurare continuità alle filiere produttive territoriali.
"Il Rapporto ci consegna la fotografia di una Valdicecina resiliente, capace di valorizzare le proprie vocazioni storiche e di attrarre un turismo sempre più internazionale, premiando l'impegno costante nella promozione dei nostri borghi e di eccellenze come la Miniera di Caporciano - ha concluso il sindaco Francesco Auriemma - tuttavia, non possiamo e non vogliamo ignorare il campanello d'allarme sul fronte demografico e della qualità dell'occupazione giovanile. Solo offrendo opportunità di crescita reale potremo invertire la rotta dell'invecchiamento, dando alle nostre giovani professionalità un motivo solido per restare e costruire qui il loro futuro".