La promozione che non arriva mai, ma che è pronta invece per un collega uomo. Lo stipendio sempre, inesorabilmente, più basso di quello degli uomini. La maternità che sembra causa di un improvviso azzeramento delle competenze professionali. Sono esempi concreti, piccoli e grandi indizi di una mancata parità di genere nel mondo del lavoro, ma anche la sintesi di una condizione contro cui, instancabilmente lottano tante donne, dimostrando nei fatti che il cambiamento è possibile.
In occasione della Giornata della Donna Filomena Sprovieri, titolare del Caffè dello sport a Pomarance, presidente di Impresa Donna e vicepresidente di Confesercenti Valdicecina ma anche rappresentante dell'imprenditoria femminile per le province di Pisa, Lucca e Massa Carrara della Camera di Commercio Toscana Nord Ovest riflette sul ruolo femminile nel mondo dell'imprenditoria.
A che punto siamo oggi?
Il processo che porta alla parità è in moto ma è ancora lungo. Il cambiamento deve essere sistemico, ma soprattutto culturale. Impresa Donna nasce proprio dalla voglia di valorizzare le quote rosa nell'ambito lavorativo. Il nostro è un impegno a portare avanti le aspettative di chi deve conciliare la professionalità imprenditoriale con la famiglia. Basti pensare che se una donna diventa madre, almeno per un periodo, deve lasciare il lavoro. E questo succede alla quasi totalità delle imprenditrici.
Crede che sia un freno alla crescita professionale femminile?
Molto dipende da come affrontiamo questi aspetti. Per quanto mi riguarda, durante la mia seconda gravidanza ho deciso che avrei voluto far vedere alle mie figlie, ne ho due, che una donna può essere una madre presente e attenta e una lavoratrice soddisfatta della propria carriera. Vorrei che capissero che possono fare quello che vogliono nella vita. Non ci sono attività maschili o attività femminili.
Quanto è decisiva in questa visione la collaborazione?
Moltissimo, tanto che sono entrata a far parte dell'associazione proprio perché penso che lavorare in gruppo e mettersi a disposizione sia un valore aggiunto. Prima lavoravo nel settore delle telecomunicazioni, poi ho incontrato mio marito e per amore l'ho seguito a Pomarance. Abbiamo aperto insieme nel 2013 il bar gelateria e quando abbiamo avuto bisogno di ristrutturare i locali mi sono appoggiata a Confesercenti per capire se esisteva la possibilità di accedere a qualche finanziamento. Da quel momento non ne sono più uscita.
È stata per anni anche presidente del Centro commerciale naturale.
Sì, la prima presidente donna e abbiamo ottenuto grandi successi. Abbiamo partecipato a due bandi. A quello della Regione Toscana siamo arrivati primi su 27 Centri commerciali naturali e poi a quello del Consiglio regionale, portando, in totale, sul territorio circa 25mila euro con cui abbiamo organizzato eventi e cercato di valorizzare il commercio. L'11 Aprile ci sarà l'iniziativa di chiusura, tra arte e gusto, con lo chef Enrico Bartolini e Ginevra Di Marco e la presenza di produttori locali, laboratori e tante attività, Una festa insomma che celebra Pomarance e la Toscana.
Come si può concretizzare il cambiamento di cui parlava?
Serve coraggio, creatività e costanza. Il coraggio di essere noi stesse, di non conformarci agli schemi imposti, di affermare il nostro valore senza modelli precostituiti. La creatività intesa come capacità di vedere oltre, di innovare e di costruire un futuro sostenibile. E la costanza, perché la strada è lunga. Michela Murgia diceva che le donne devono disubbidire, alzare la testa.
E Donna Impresa su che cosa sta lavorando?
Intanto c'è una grande unità d'intenti, Siamo una decina di imprenditrici che condividono gli stessi obiettivi e valori. Al momento stiamo lavorando per far partire un corso sull'educazione finanziaria per chi non ha accesso al credito o per chi non riesce a uscire da un contesto familiare di violenza fisica ma anche psicologica. Saper gestire un budget familiare o più semplicemente avere un bancomat è l'inizio di un percorso di autonomia. Siamo nella fase in cui abbiamo iniziato delle trattative con Impresa San Paolo, alla ricerca di partner per il progetto. A Maggio poi è previsto un evento culinario dove abbiamo invitato chef donne attente alla cucina etica.