E’ stata approvata all’unanimità dal Consiglio comunale di Pomarance una mozione riguardante il Mercosur. Il Comune dell’alta Val di Cecina si è detto particolarmente sensibile alle tematiche dato anche l’elevato numero di aziende agricole presenti sul territorio, alcune anche di recente apertura.“Servono piena reciprocità, standard produttivi, sanitari ed ambientali, controlli rigorosi su tutte le merci dal Sudamerica e clausole di salvaguardia rapide ed efficaci onde scongiurare situazioni di sfiducia e diffidenza nei confronti di filiere di prodotti tra cui carni, ortofrutta, riso ed altri, con effetti devastanti per le aziende made in Italy che rispettano norme UE molto più stringenti - si legge nella mozione approvata - diversamente lo scenario sarebbe preoccupante, soprattutto per i comparti più sensibili, zootecnia ed agricoltura in genere. Questi settori ne uscirebbero a pezzi”.
Il sindaco Graziano Pacini dopo aver partecipato ad una delle assemblee organizzate da Cia Etruria si è convinto della necessità di affrontare l’argomento anche a livello comunale. “Il tema Mercusur è stato portato al Tavolo per la Pace della Val di Cecina - ha detto - e poi ho realizzato il suo forte impatto per i nostri agricoltori che si trovano già in una situazione molto complessa. Purtroppo ci stiamo dimenticando che il settore primario è l’agricoltura; invece, il nostro Comune crede moltissimo in questo comparto, tanto che abbiamo destinato alcuni finanziamenti al sostegno di produzioni locali come l’agnello pomarancino, l’apicoltura e l’olivicoltura”.
Soddisfazione espressa dalla presidente Cia Etruria, Cinzia Pagni, per l’attenzione dimostrata dal Comune di Pomarance che per altro con l’approvazione di questa mozione intende farsi capofila affinché altri comuni della Val di Cecina possano a loro volta portare il Mercosur in sala consiliare. “E’ importante capire - ha confermato - che il problema riguarda tutti e che rischia di mettere ancora più in ginocchio un settore sì strategico, ma che versa anche in seria difficoltà come quello agricolo. Troppe aziende ogni anno decidono di chiudere e non possiamo permettercelo”.
In tal senso, a porre la ciliegina sulla torta è anche la recente riclassificazione dei comuni montani che vede l’esclusione dell’intera provincia di Livorno e di quella pisana (fatta eccezione solo per Castelnuovo Val di Cecina). “Un vero disastro per i nostri comuni rurali che già si trovano in situazioni sociali ed economiche più complesse. Come Cia - ha concluso Pagni - auspichiamo in un dietrofront di tale decisione, oppure che a livello governativo venga creato urgentemente un piano strategico difinanziamenti e iniziative per le aree interne”.