"No all'aumento del costo del vapore: la geotermia deve continuare a creare sviluppo per i territori", hanno scritto i sindaci dei Comuni geotermici che prendono posizione ed esprimono forte preoccupazione e contrarietà rispetto agli aumenti del costo del vapore applicati da Enel Green Power alle imprese e alle attività produttive che utilizzano direttamente la risorsa geotermica.
La nota firmata da Giacomo Termine, sindaco di Monterotondo Marittimo, Nicola Verruzzi di Montieri, Luciana Bartaletti di Chiusdino, Alberto Ferrini di Castelnuovo di Val di Cecina, Graziano Pacini di Pomarance, Francesco Guarguaglini di Radicondoli e Francesco Govi primo cittadino di Monteverdi Marittimo è indirizzata al presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, affinché apra un confronto urgente.
"La geotermia rappresenta da oltre un secolo - hanno detto - una ricchezza straordinaria per la Toscana e per le nostre comunità. Non è soltanto una fonte energetica rinnovabile strategica per il sistema energetico regionale e nazionale, ma è anche uno strumento fondamentale di sviluppo economico, occupazione, innovazione e presidio delle aree interne. Per questo riteniamo che ogni scelta che rischi di compromettere la competitività delle imprese geotermiche debba essere attentamente valutata e condivisa con i territori. Molte aziende, attività agricole, artigianali e produttive hanno investito negli anni confidando nella disponibilità di una risorsa locale che avrebbe dovuto rappresentare un vantaggio competitivo per le aree geotermiche. Oggi, invece, assistiamo a una dinamica che rischia di produrre l'effetto opposto, mettendo in discussione investimenti, posti di lavoro e prospettive di crescita".
Consapevoli delle esigenze industriali e delle dinamiche economiche che interessano Enel Green Power, i sindaci hanno però ribadito che "lo sviluppo dei territori geotermici non può essere determinato esclusivamente dalle logiche di bilancio di una singola azienda. La geotermia è una risorsa che appartiene alla storia, all'identità e al futuro delle nostre comunità e il suo sfruttamento deve continuare a garantire un equilibrio tra sostenibilità industriale e benefici concreti per i territori che da decenni convivono con gli impianti e contribuiscono al successo del distretto geotermico toscano".
Particolare preoccupazione desta inoltre la situazione dei sistemi di teleriscaldamento geotermico e delle piccole e medie imprese che utilizzano il calore geotermico nei propri processi produttivi. "Nell'anno 2025 Enel Green Power ha rivendicato - sono entrtai nel merito - un aumento del prezzo del vapore idoneo pari al 117%, determinando per alcuni territori una situazione di estrema criticità e mettendo a rischio la sostenibilità economica di diversi sistemi di teleriscaldamento. Una condizione resa ancora più problematica dal fatto che molti impianti non risultano serviti in misura sufficiente da vapore non idoneo fornito dalla stessa Enel Green Power e sono quindi costretti a ricorrere a quote significative di vapore idoneo.
Non riteniamo accettabile che il costo del vapore possa essere soggetto a variazioni annuali strettamente collegate all'andamento del PUN (Prezzo Unico Nazionale dell'energia elettrica), trasferendo sui territori una volatilità che poco ha a che fare con i costi effettivi di una risorsa locale e rinnovabile".
Per alcuni Comuni geotermici questa situazione non rappresenta un semplice aumento dei costi, ma produce effetti potenzialmente deflagranti sui bilanci dei gestori dei teleriscaldamenti, sulle famiglie, sulle imprese e più in generale sulla tenuta di un modello energetico che per decenni è stato presentato come uno dei principali benefici derivanti dalla presenza della geotermia. "Non è pensabile - hanno sottolineato i sindaci - che famiglie, imprese e sistemi di teleriscaldamento siano esposti a continui aumenti che finiscono per indebolire il tessuto economico e sociale dei nostri territori".
Per queste ragioni i sindaci dei Comuni geotermici chiedono alla Regione Toscana l'apertura di un confronto urgente e la valutazione di ogni possibile iniziativa normativa e legislativa finalizzata a tutelare i territori geotermici.
"In particolare chiediamo - hanno aggiunto - di verificare la possibilità di introdurre strumenti che consentano di definire criteri certi, trasparenti e sostenibili per la determinazione del prezzo del vapore destinato ai teleriscaldamenti civili e alle piccole e medie imprese, evitando che tali costi siano determinati esclusivamente dalle oscillazioni del mercato energetico nazionale e garantendo condizioni compatibili con le esigenze di sviluppo delle comunità locali".
E a Enel Green Power hanno chiesto di riconsiderare questa scelta e di aprire un confronto concreto con le amministrazioni locali, le categorie economiche e le imprese interessate. "Solo pochi mesi fa è stato sottoscritto un importante accordo tra la Regione Toscana ed Enel Green Power che ha posto al centro il rafforzamento delle ricadute territoriali della geotermia. Oggi più che mai è necessario dare piena attuazione a quello spirito, affinché la geotermia continui a rappresentare una leva di sviluppo e non un fattore di difficoltà per chi vive e produce nei territori geotermici. Le comunità geotermiche hanno contribuito per oltre un secolo alla produzione di energia rinnovabile per il Paese e meritano di continuare a beneficiare di condizioni energetiche sostenibili e competitive".