Cinquanta docenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado delle Valli Etrusche hanno partecipato al primo incontro del progetto “Insegnanti in prima linea contro la violenza di genere” promosso dalla UOS Educazione e Promozione della Salute in collaborazione con il Centro Antiviolenza della Società della Salute Valli Etrusche per rafforzare il ruolo della scuola nella prevenzione della violenza e nella promozione di relazioni sane e rispettose.
L’incontro, svoltosi online nei giorni scorsi, ha rappresentato il primo appuntamento di un percorso formativo rivolto al personale scolastico del territorio con l’obiettivo di fornire strumenti concreti per riconoscere segnali di disagio e violenza, conoscere la rete territoriale di supporto e contribuire alla diffusione di una cultura basata sul rispetto e sul superamento degli stereotipi di genere. È stato condotto da Elisa Maggi, coordinatrice del Centro Antiviolenza, che ha illustrato gli obiettivi del percorso formativo: far conoscere i servizi territoriali e le modalità di accesso alla rete locale di supporto, fornire strumenti utili per riconoscere i segnali della violenza attraverso indicatori comportamentali, emotivi e fisici e promuovere la cultura del rispetto e delle relazioni sane, contrastando stereotipi e discriminazioni di genere. Durante la formazione sono stati affrontati temi quali la definizione e le principali tipologie di violenza, il ciclo della violenza e le dinamiche relazionali, l’impatto sui minori, il ruolo del Centro Antiviolenza nell’ascolto e nel supporto psicologico e legale, oltre alla rete di protezione presente sul territorio.
Il secondo incontro online si terrà il 28 Maggio e coinvolgerà le insegnanti delle scuole primarie. In quella occasione sarà anche presentata la restituzione del percorso educativo svolto dalle educatrici della Cooperativa Arcobaleno in 11 classi delle scuole primarie del territorio, coinvolgendo complessivamente circa 300 bambini. Il progetto ha previsto tre o quattro incontri per ciascuna classe, durante i quali sono stati affrontati temi legati alla gestione delle emozioni, della rabbia e al superamento degli stereotipi di genere.
Le scuole che hanno aderito al progetto “Prevenzione della Violenza” sono la primaria Guerrazzi di Cecina, la primaria Collodi di Cecina Mare, la primaria di Riparbella, la primaria Hack di Donoratico, la primaria Rodari di San Vincenzo, la primaria Perticale di Piombino e la primaria XXV Aprile di Piombino.
“Stiamo vivendo un passaggio importante che vede la sanità e i servizi territoriali sempre più impegnati non soltanto nella cura delle persone malate, ma anche nella prevenzione e nella promozione del benessere della comunità. – ha spiegato Luigi Franchini, direttore dell’Educazione e Promozione della Salute Area Sud – Progetti come ‘Insegnanti in prima linea contro la violenza di genere’, realizzato insieme alla Società della Salute Valli Etrusche, dimostrano quanto sia fondamentale la collaborazione tra servizi, scuola e realtà del territorio per costruire una vera cultura della prevenzione. Intervenire fin da piccoli significa aiutare i ragazzi a riconoscere relazioni sane, contrastare comportamenti violenti e garantire alle vittime una rete di sostegno facilmente accessibile. Un ringraziamento particolare va a Nicoletta Cioli e Arianna Moretti per il prezioso lavoro di coordinamento e collaborazione svolto sul territorio”.
Soddisfazione per i risultati raggiunti è stata espressa anche da Laura Brizzi, direttore della Società della Salute Valli Etrusche. “Questo progetto rappresenta un’importante azione di prevenzione e sensibilizzazione che mette al centro scuola, famiglie e territorio. La partecipazione degli insegnanti conferma quanto sia sentita la necessità di affrontare questi temi in modo strutturato e condiviso. Voglio ringraziare la coordinatrice del Centro Antiviolenza Elisa Maggi per la professionalità e l’impegno quotidiano assicurato alle donne e ai minori, così come la dirigente dei Servizi Sociali Laura Adorni Pallini per il costante lavoro di rete e supporto che consente di garantire servizi fondamentali per la comunità”.