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Addio al fotografo di Nof 4 e dei particolari straordinari di Volterra

È morto Pier Nello Manoni, professionista nel settore del documentario cinematografico e della fotografia. Il sindaco, "ha amato e raccontato la città"

Pier Nello Manoni

La sala di montaggio non ha mai avuto segreti per lui. Professionista nel settore del documentario cinematografico, ha indirizzato le sue ricerche artistiche su Volterra, i suoi luoghi e sui paesaggi. Della città in cui ha abitato, oggi più vuota senza di lui, della sua compagnia teatrale, dei suoi monumenti Pier Nello Manoni ha raccontato i segreti, impresso nelle fotografie, i dettagli e le meraviglie. Con uno sguardo intelligente, sempre attento. A dare la notizia della sua scomparsa dell'artista, il sindaco Giacomo Santi che esprime sincera gratitudine per ciò che l'artista ha lasciato in dono ai volterrani e cordoglio ai familiari.

Famoso per aver documentato nei primi anni Ottanta per Ermanno Olmi la fase realizzativa del suo film “Cammina Cammina”, ma ancora di più per "I graffiti della mente", un viaggio affrontato in termini evocativi e poetici nella storia di un paziente del manicomio, N.O.F. 4, come lui stesso si definiva, il quale, durante la sua lunga degenza in un reparto dell’ospedale psichiatrico di Volterra, ha inciso lungo 180 metri del muro esterno un delirante e ispirato libro di pietra, tracciando, con la fibbia della sua divisa i contorni delle pagine che poi ha colmato con la sua personalissima scrittura. Il graffito è stato riconosciuto come uno dei più importanti esempi di art brut.

"Pier Nello - ha detto il sindaco - è stato un uomo di straordinaria cultura, ma soprattutto una persona che ha amato Volterra e che a Volterra ha dedicato una parte importante della propria vita. Attraverso il suo lavoro video-fotografico ha saputo custodire e raccontare la nostra città, le sue tradizioni, i suoi volti e i suoi momenti più significativi, consegnandoli alla memoria collettiva della nostra comunità. Con il suo capolavoro, il pluripremiato documentario dedicato al graffito di N.O.F. 4, ha dato voce, con sensibilità e profonda umanità, a una pagina unica e complessa della nostra storia, facendola conoscere ben oltre i confini della nostra città. Volterra perde non solo un intellettuale raffinato e un attento custode della nostra identità, ma anche un uomo che ha saputo guardare la sua terra con amore autentico e restituirla a tutti noi con rara sensibilità. Il suo sguardo, il suo lavoro e il suo esempio resteranno un patrimonio prezioso che continuerà a vivere nel tempo".