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Auxilium Vitae, "Un infermiere per 20 pazienti"

Carbocci di Nursind: "È una situazione di non ritorno. A rischio la salute dei lavoratori e degli assistiti. Serve un intervento urgente dell'Asl"

"Situazione drammatica per la carenza di infermieri e personale Oss all’Auxilium Vitae, diventata in pochi anni da fiore all’occhiello della sanità provinciale a struttura con criticità assistenziali che meriterebbero la costante attenzione dell’Asl Toscana Nord Ovest che, pur essendo socia di maggioranza e ente vigilante, non esercita la sua funzione non verificando le condizioni organizzative e di sicurezza della struttura". Parte da qui il segretario del NurSind di Pisa e provincia Daniele Carbocci nel tracciare le linee di un bilancio che raccintano critiicità e mancanze. 

"Le condizioni di lavoro del personale sono giunte ad una situazione di non ritorno e rischiano di mettere a repentaglio la salute dei lavoratori e degli assistiti. A tali livelli sono arrivate le condizioni di stress lavorativo che alcuni infermieri - è entrato nel merito il segretario - hanno preferito licenziarsi anche senza la certezza di un posto alternativo o sono andati a lavorare nelle Rsa pur di scappare da Auxilium. La situazione di criticità è conosciuta al punto che è quasi impossibile trovare infermieri disposti ad andare a lavorare in Auxilium. Il tutto nell’indifferenza totale della direzione dell’azienda che non fa niente per cercare di trattenere il personale infermieristico: nessuna proposta di incentivi economici, nessun utilizzo degli strumenti contrattuali per le progressioni economiche, nessun riconoscimento del lavoro gravoso che viene svolto nella struttura. Cervellotiche soluzioni organizzative che rendono ancora più difficile garantire una assistenza di qualità ai degenti nonostante l’impegno del personale che non lesina le proprie forze per il bene degli assistiti".

L’Auxilium Vitae nasce come centro di riabilitazione "ma ormai da tempo - ha continuato Carbocci - i degenti della struttura non sono più pazienti più meno autosufficienti previsti dai parametri regionali per un centro di riabilitazione. Sono invece pazienti non autosufficienti, con importanti patologie che necessitano supporto ventilatorio e monitorizzazione cardiaca e quindi una presenza molto superiore di infermieri rispetto a quella presente".

La misura della gravità della situazione si raggiunge, secondo i dati e le stime del segretario, nella sezione Neuro "dove troppo spesso in turno per assistere 40 pazienti ci sono solo 2 infermieri. E nella sezione cardiologica le cose non vanno meglio: 1 infermiere e 1 Oss per 20 pazienti, spesso con l’esigenza di gestire urgenze per pazienti clinicamente instabili. Come se non bastasse la riorganizzazione degli orari per la carenza di personale Oss ha comportato un aggravamento anche del lavoro degli infermieri. Ci chiediamo come sia possibile continuare a non vedere che la gestione della struttura avviene con modalità che non rispettano la dignità dei lavoratori e rende sempre più difficile l'assistenza ai pazienti ricoverati". 

Serve insomma seconda il sindacato un'inversione di tendenza nella gestione del personale. "Chiediamo - ha concluso - un intervento urgente dell’Asl anche in veste di ente vigilante e degli altri soci che contribuiscono al finanziamento della struttura, affinchè si risolvano i problemi del personale di assistenza prendendo in seria considerazione la necessità di incentivare economicamente quel personale che, nonostante tutto, non lascia l'azienda, che ancora crede nella mission della struttura e garantisce il mantenimento dei servizi, cosa che pare invece non importi al management dell'azienda".