Attualità

Comuni montani, l'Anci chiede lo stop dell'iter

Manfredi e il presidente del Consiglio Fioravanti si sono fatti portavoce delle forti preoccupazioni dei sindaci. Pacini, "un grande passo avanti"

Un mese fa alcuni sindaci della Valdicecina, erano stati a Roma, per la seconda volta nell'arco di poche settimane e avevano preso parte alla delegazione promossa dal sindaco di Urbino, Maurizio Gambini, in rappresentanza dei territori che rischiano di subire pesanti conseguenze economiche e sociali a causa di un provvedimento che hanno sempre definito "profondamente ingiusto". Una delegazione rappresentativa delle Regioni era stata poi ricevuta dai gruppi parlamentari di Fratelli d’Italia, Forza Italia e Partito Democratico e, parallelamente, in questi mesi, è cresciuto il numero dei ricorsi presentato al Tar.

Il sindaco di Volterra poi aveva annunciato di aver scritto direttamente all'Anci, chiedendo un coinvolgimento più forte dell’Associazione nazionale dei Comuni affinché si aprisse una riflessione seria sugli effetti negativi che la riforma Calderoli e il declassamento dei Comuni montani rischia di produrre.

Così bloccare l'iter di adozione del Decreto del presidente del Consiglio dei ministri sulla nuova classificazione dei Comuni montani, per evitare l'impatto economico e sociale negativo sui territori che rischiano l'esclusione è stata la richiesta avanzata dall'Anci, a firma del presidente Gaetano Manfredi e del presidente del Consiglio nazionale Marco Fioravanti, in Conferenza Unificata dopo l'Informativa del ministro per gli Affari Regionali Calderoli. 

Pur ringraziando il ministro per l'informativa fornita, che l'Associazione provvederà a veicolare tempestivamente a tutti i Comuni italiani, che chiarisce molti dubbi e aspetti incerti, l'Anci si fa insomma portavoce "del profondo stato di allarme e delle forti preoccupazioni" dei sindaci dei territori che la nuova classificazione taglierebbe fuori. 

Per questo motivo, Manfredi e Fioravanti hanno chiesto formalmente al ministro di valutare una sospensione immediata dell'iter attuativo del Dpcm, e di andare avanti con l'erogazione delle risorse ai Comuni del vecchio elenco e, se ritiene, di integrarlo con i nuovi Comuni. 

E la netta presa di posizione trova ovviamente l'appoggio e l'apprezzamento di Anci Toscana che ha affrontato l'argomento insieme ad altri temi nel corso dell’assemblea ordinaria dell’associazione.

"Questo - ha commentato il sindaco di Pomarance Graziano Pacini - è un importantissimo passo verso il mantenimento dei nostri sei Comuni della Provincia di Pisa. La guardia resta alta ma si può dire che l'iniziativa, anche legale, portata avanti comincia a dare dei risultati e speranze concrete".