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I Comuni esclusi pronti alla lotta, "subito revisione della legge"

Comuni montani in guardia: in programma la convocazione con Anci Toscana di una consulta della montagna. Mazzeo: "Dal Governo servono più risorse"

Un momento dell'incontro pubblico a Palazzo dei Priori

“Questo incontro non è stato un punto di arrivo, ma l’inizio di un percorso. Difendere i territori interni non è una battaglia localistica: è una scelta di giustizia territoriale e di futuro per l’intero Paese”. Parte da qui il sindaco di Volterra Giacomo Santi nel riassumere le riflessioni e le considerazioni andate in scena ieri sera nell'assemblea pubblica organizzata a Palazzo dei Priori. Al centro della discussione l'esclusione della città ma anche di altre località vicine come Pomarance e Montecatini Valdicecina dalla classificazione di comune montano. E la richiesta di rivedere i criteri della legge.

“Una legge nata con l’obiettivo di razionalizzare le politiche per la montagna ma che rischia – ha detto Santi - di produrre effetti pesanti su territori che, pur vivendo condizioni strutturali di svantaggio, risultano oggi depennati. I nuovi parametri, esclusivamente altimetrici e geomorfologici, riducono la montanità a una questione di quota o pendenza. Ma la montanità è molto di più: è comunità, servizi, presidio del territorio, agricoltura, imprese locali, equilibrio demografico. È la capacità di garantire diritti fondamentali in contesti fragili". Il perno su cui ruota l'intera serata non è tanto la formalità dell'esclusione ma le tragiche conseguenze. "L'esclusione - ha ribadito il sindaco - significa meno risorse, meno possibilità di investimento, maggiori difficoltà nel garantire sanità, scuola, trasporti, digitalizzazione”.

Così dal dibattito è emersa con forza anche la questione delle disparità che si creano tra comuni vicini, con condizioni simili ma trattamenti diversi. Una frattura che interroga il principio di equità territoriale. “Dall’assemblea è arrivato un messaggio chiaro: serve un cambio di politiche differenziate, a partire da fiscalità, scuola, sanità e trasporti. La nuova legge sulla montagna, così com’è, è sbagliata e ingiusta. Chiediamo una revisione immediata della legge - ha concluso - e politiche coraggiose contro spopolamento e marginalizzazione. Difendere le aree interne è una scelta politica, non una concessione".

"Forse più che di comuni montani bisognerebbe parlare di comuni fragili - ha commentato il sindaco di Montecatini Valdicecina Francesco Auriemma - siamo pronti a batterci per mantenere le agevolazioni esistenti e ottenere le nuove agevolazioni previste nella nuova legge della montagna necessarie per garantire tutti i servizi dei nostri territori". E l'Anci Toscana si è messa a disposizione. "L’appuntamento - ha ribadito il sindaco di San Marcello Piteglio e delegato di Anci Toscana alle politiche per la montagna Luca Marmo - è alla prossima assemblea di Anci Toscana a Firenze a Palazzo Vecchio martedì 17 Febbraio con la convocazione di una specifica Consulta della montagna per discutere, concordare e mettere in atto ogni azione utile a mettere in salvaguardia i Comuni che, in modo sacrosanto, hanno rappresentato il loro disappunto".

Sostegno e proposte anche da parte del vicepresidente del Consiglio regionale  Antonio Mazzeo. "Questi Comuni - ha commentato - non devono perdere risorse e opportunità per una scelta calata dall’alto. È la battaglia che il Pd ha già fatto in Parlamento, ottenendo almeno il reinserimento di 31 realtà toscane rispetto alla lista iniziale, e che il presidente Giani ha portato in conferenza Stato-Regioni dando parere contrario alla riforma. Ma non basta ancora. Per questo, abbiamo presentato una interrogazione alla Giunta chiedendo che la Regione continui a farsi sentire con forza con il Governo a sostegno dei territori rimasti penalizzati. Senza risorse vere non esiste politica per la montagna".