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Il caseificio chiude, senza lavoro 7 dipendenti

Il sindaco Santi e Nardella nello stabilimento: "Contattate altre aziende e i sindacati per aiutare i lavoratori a trovare un nuovo impiego"

Nardella e Santi con una dipendente del caseificio

"Siamo rammaricati di quello che sta succedendo. La fine del caseificio è la fine di un periodo di vita, di lavoro e di amicizia. Speriamo che ci possiate aiutare a ricollocarci e di poter continuare a lavorare". Così una dipendente, a nome anche degli altri colleghi sintetizza le preoccupazioni e le ansie per il futuro relativamente al caseificio Pinzani di Volterra. Che, dal 31 Dicembre, chiuderà i battenti.

Ciò, ovviamente, interessa da vicino i sette dipendenti rimasti, che non avranno più un impiego. I lavoratori hanno infatti firmato l’accordo per il licenziamento con due anni di indennità mensile di disoccupazione con la Naspi e un sostegno al reddito da parte dell’azienda. Sono gli estremi dell’intesa trovata con Granarolo, azienda leader dei prodotti caseari che ha deciso di chiudere il caseificio, trasferendo la produzione in Emilia-Romagna.

In visita all'ex Pinzani sono andati l'europarlamentare del Partito Democratico Dario Nardella insieme al sindaco Giacomo Santi, per parlare con i dipendenti e per impostare un percorso di ricollocazione del personale, ma anche per capire come poter riconvertire l’immobile. "Abbiamo già contattato alcune aziende del territorio e parleremo con le organizzazioni sindacali - hanno affermato - questa è una delle tante storie di un’Italia che soffre e che vive di rabbia e delusione. L’unica cosa che dobbiamo fare per essere credibili è fare di tutto per restituire loro una speranza e un progetto di vita dignitosa".