Il riordino della classificazione dei Comuni montani è ufficialmente entrato in vigore. E per i sindaci che sono interessati dal cambiamento, compresi quelli dell'Alta Valdicecina, inizia una fase nuova. "Di grande preoccupazione", ha ammesso il primo cittadino di Volterra Giacomo Santi, che ha però promesso battaglia.
"Le conseguenze che questa legge produrrà sono ancora difficilmente prevedibili, ma ciò che appare già evidente è il rischio concreto di un ulteriore allontanamento dello Stato da quelle comunità che ogni giorno resistono, investono e costruiscono il proprio futuro lontano dai grandi centri urbani - ha spiegato - le aree interne non sono luoghi marginali da accompagnare verso un inevitabile declino. Sono una parte fondamentale del nostro Paese e meritano di essere considerate una risorsa strategica per l’Italia".
Con gli altri sindaci coinvolti e con Anci e Ali, le amministrazioni stanno già valutando come muoversi. "Lo faremo con spirito costruttivo, ma senza alcuna intenzione di arrenderci, in attesa che il Tar del Lazio si pronunci sui ricorsi presentati - ha aggiunto - continueremo a far sentire la nostra voce in tutte le sedi istituzionali. In questi giorni ho anche scritto al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, per rappresentargli la profonda preoccupazione che accomuna molti amministratori locali e, soprattutto, il senso di distacco che mai come oggi le aree interne avvertono nei confronti dello Stato".
"Difendere le aree interne significa credere che vivere in un piccolo comune, in montagna o lontano dai grandi poli urbani, non debba mai essere considerato un limite o una condanna, ma una possibilità da tutelare e valorizzare - ha concluso Santi - quella che stiamo portando avanti è una battaglia di civiltà, che riguarda il diritto delle persone a continuare a vivere, lavorare e costruire il proprio futuro in questi luoghi. E noi continueremo a combatterla, con determinazione, senza arretrare".