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giovedì 21 giugno 2018

Attualità mercoledì 25 novembre 2015 ore 06:30

Una donna su 3 è vittima di violenza

Dobbiamo interrogarci perché le relazioni più significative, quelle sulle quali fondiamo le nostre vite, possono diventare aggressive e pericolose



POMARANCE — In Italia e nel mondo si commemora il 25 Novembre come la giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Resa istituzionale nel 1999 dall’Assemblea Generale ONU, invita governi, organizzazioni e media a sensibilizzare la società sulla violenza di genere.

Le Amiche di Mafalda, associazione che ogni giorno si occupa di violenza sulle donne nel territorio della Valdicecina e che ha anche uno sportello di ascolto attivo sul territorio, porterà una mostra di Anarkikka. Alcuni pannelli grafici della nota autrice e vignettista saranno esposti alla Coop e al cinema di Larderello e al Teatro dei Coraggiosi di Pomarance per sensibilizzare su questa tematica.

Me le 'mafalde' colgono soprattutto l'occasione per fare il punto della situazione sul fenomeno. "Il 5 giugno è stato pubblicato il rapporto ISTAT sulla violenza di genere relativo agli ultimi 5 anni, uno sguardo neutro ed impietoso - scrivono dall'associazione - Percentuali, statistiche, numeri. Troppo alti, se dietro a questi riusciamo a vedere storie di donne violate, umiliate, ferite, vite private della loro libertà. In Italia una donna su 3 tra i 16 e i 70 anni ha subito violenza fisica o sessuale almeno una volta nella vita". "I dati, già indicativi dell’entità del fenomeno - aggiungono - rappresentano una sottostima dal momento dato che la violenza fisica e sessuale sono solo le forme più estreme di violenza, mentre le altre sono più subdole e difficilmente identificabili".

"Quando si parla di violenza - spiegano Le Amiche di Mafalda - ci si riferisce a: quella fisica (non solo subire calci e pugni ma anche il lancio di oggetti, essere strattonata, sentirsi tirare i capelli essere rinchiusa o messa fuori di casa);  quella sessuale (fanno parte anche le molestie sessuali verbali, quelle telefoniche incluse e i rapporti sessuali imposti all’interno di una relazione); quella psicologica (consiste sì nell’essere umiliata, inseguita minacciata ma anche sopportare giornate di ‘musi’ e silenzi essere ingannata, ridicolizzata, non avere un aiuto per la gestione domestica o con i figli); quella economica (oltre ad essere privazione e controllo delle entrate, impedimento di una ricerca di un lavoro non avere il pagamento dell’assegno di mantenimento è anche essere lasciata all’oscuro delle risorse economiche familiari); lo stalking (persecuzioni e molestie assillanti che hanno lo scopo di indurre la persona in uno stato di paura, allerta ed emergenza costante); la violenza assistita, riferita ai minori che 'assistono' (non consiste solo nel vedere l’atto violento, ma anche le conseguenze dello stesso come lividi, graffi e sentire rumori e urla)".

Difficile prendere coscienza del fenomeno: "Molte donne potrebbero asserire di aver subito violenza mentre molte altre invece non si rendono ancora conto di subirla".

"L’indagine Istat - proseguono dall'associazione - conferma anche che le violenze più cruente avvengono per mano di partner, ex, familiari e amici di famiglia. E qui siamo chiamati a riflettere sulla nostra società, sui nostri rapporti personali, sul ruolo che uomini e donne assumono nelle dinamiche familiari e sociali. Dobbiamo interrogarci sul perché le relazioni più significative, quelle sulle quali fondiamo le nostre vite, possono diventare aggressive e pericolose". 

"Dobbiamo ripartire dalla presa di coscienza che la violenza sulle donne è un problema che ci riguarda tutti dalle istituzioni al privato cittadino perché ha le proprie radici nella nostra cultura. Radici tanto profonde da rendere la violenza naturale, accettata o non riconosciuta come tale - concludono Le Amiche di Mafalda - Dobbiamo ripartire dal bisogno di una cultura profondamente diversa che trovi luce tra le nostre ipocrisie e le nostre paure, per disegnare un uomo e una donna diversi. Ridisegnare una società che faccia propri i principi del rispetto e dell’uguaglianza tra i generi, alla ricerca di un equilibrio di potere tra i due sessi".



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