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domenica 24 luglio 2016

Attualità mercoledì 24 febbraio 2016 ore 14:00

Unione Montana, stipendi a rischio

Carlo Giannoni

Sarebbero 32 i posti di lavoro su cui pende la scure dei tagli. A denunciare la mancanza di risorse economiche è il presidente Giannoni

POMARANCE — Il presidente dell'Unione Montana Alta Valdicecina Carlo Giannoni lancia l'allarme: "Un grave problema sta affliggendo la nostra Unione, come le altre Unioni della Toscana, nate dalla trasformazione delle Comunità Montane, per la mancanza delle risorse finanziarie necessarie al pagamento degli stipendi delle maestranze forestali".

Giannoni spiega che queste ammontano a 32, comprese le 10 unità trasferite dalla Provincia di Pisa dal 1 gennaio 2016, per un totale di circa 500 unità su tutta la Regione Toscana. Ma al rischio di non poter pagare gli stipendi se ne aggiunge un secondo: "Da notizie apprese in riunioni promosse da Uncem Toscana pare che nel bilancio regionale 2016-2018 non siano presenti le consuete risorse per il finanziamento degli interventi idraulico-forestali da condurre in amministrazione diretta con la manodopera dipendente dalle Unioni".

"Se così è - prosegue il presidente - il quadro normativo vigente determina per le Unioni, e ancora di più per quelle che hanno avuto il trasferimento di ulteriore personale forestale, l'impossibilità di attestare la copertura delle spese necessarie al pagamento degli stipendi delle maestranze in forza e sarà necessario procedere senza indugio a disporre la immediata messa in libertà dei lavoratori, in quanto non è possibile farli lavorare senza corrispondere loro le dovute competenze stipendiali".

Insomma, il vento dei tagli e della crisi soffia forte e rischia di mettere a repentaglio altri posti di lavoro. E le recenti novità non aiuterebbero a trovare soluzioni alternative: "Tanto più che l'avvio della nuova contabilità armonizzata reca la necessità di applicazione di precisi e cogenti principi contabili nel rispetto dei quali occorre indicare risorse certe".

In questo quadro la Regione ha un ruolo preminente: "Non può pretendere che l’esercizio delle attività relative alla gestione del demanio regionale, all’attività di antincendio boschivo, alla tutela dei boschi mediante le autorizzazioni del vincolo idrogeologico forestale avvenga senza una sua copertura di spesa; la Regione deve fare la sua parte e non può nascondersi dietro la possibilità di partecipazione delle Unioni a bandi del PSR o ipotetiche assegnazioni di lavori da parte di consorzi di bonifica che, qualora andassero a buon fine, sarebbero comunque quantificabili soltanto per gli ultimi mesi dell'anno o per gli esercizi successivi".

E' quindi indispensabile, sostiene il presidente, che almeno per il 2016 le risorse siano stanziate e identificate nel bilancio regionale: "Se così non sarà - prevede Giannoni - l’Unione Montana Alta Val di Cecina non potrà più continuare a svolgere la funzione forestazione mettendo a rischio i 32 posti di lavoro degli operai forestali".

"Le Unioni continueranno comunque la loro mobilitazione verso la Regione Toscana e adiranno tutti gli strumenti necessari per richiamarla a farsi carico delle spese necessarie per garantire il presidio sul territorio che le maestranze forestali hanno sempre assicurato - cocnlude il presidente. - Si auspica che non solo le Unioni, ma anche altri soggetti si vogliano far carico delle maestranze forestali e di tutti quei lavoratori che con il permanere di questa situazione si troverebbero disoccupati. Questo silenzio e questi comportamenti omissivi onestamente mi preoccupano".

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