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venerdì 27 maggio 2016

Attualità martedì 05 maggio 2015 ore 22:10

Smith: la protesta arriva sotto la torre pendente

Contestazioni durante l'incontro tra i vertici della Smith e le rappresentanze sindacali. Poi si sfila in corteo fino a Piazza dei Miracoli

PISA — Una fabbrica da difendere con le unghie e con i denti. E' questo il messaggio che arriva dopo l'intensa giornata di mercoledì 5 maggio da un intero territorio che si oppone alla chiusura dello stabilimento. Una giornata lunga, infatti, quella dei 193 lavoratori della Smith Bits di Saline di Volterra e di tutta la Valdicecina. Iniziata stamattina all'alba con la partenza degli autobus da Saline.
In tanti, oltre 200, sono arrivati a Pisa in via Volturno dove alle 10 era in programma l'incontro tra le rappresentanze sindacali e i vertici dell'azienda Smith Bits, tra cui l'amministratore delegato Giuseppe Muzzi. All'Unione degli industriali di Pisa, Muzzi è arrivato intorno alle 9 ed è entrato da un ingresso secondario, ma alcuni lavoratori se ne sono accorti e hanno tentato di introdursi all'interno per contestarlo, fermati dalla sicurezza. 
Protestano gli operai, con loro tutti i sindaci della Val di Cecina, il presidente della Provincia Marco Filippeschi, i cittadini, i sindacati. Fin dall'arrivo davanti al portone, la rabbia è tanta: cori contro l'amministratore delegato, inviti alle dimissioni, lanci della divise al di là del cancello. Fischietti, trombe da stadio, grida. Poi alle 10 entrano le Rsu e i sindacati. E dura oltre due ore il confronto mentre fuori continua la protesta. C'è rabbia, c'è contestazione, ma non c'è tensione. E tra i fischi inizia la lunga attesa. Che sembra interminabile. Gli operai parlano tra loro e con i sindaci, sono lì tutti insieme. Si canta l'Inno di Mameli e anche Bella Ciao, facendo la spola tra i tre ingressi, uno principale e due secondari, della sede dell'associazione degli industriali. Sperando in una buona notizia. E il tempo che passa è già una buona notizia: "evidentemente qualcosa da dire ce l'hanno", si sente tra gli operai.
Finalmente il portone si apre: è Andrea Pagni, rsu dello stabilimento, a parlare. Sembra aprirsi uno spiraglio rispetto alla decisione annunciata di una chiusura definitiva a stretto giro di giorni. Almeno non è stata chiusa la trattativa e ci sarà un nuovo incontro nei prossimi giorni. L'azienda vaglierà le proposte dei rappresentanti dei lavoratori di sfruttare gli ammortizzatori sociali e provare a salvare lo stabilimento di Saline di Volterra, magari mettendolo sul mercato e pensando ad una riconversione. Ora la palla torna negli Stati Uniti: Muzzi dovrà portare queste richieste al consiglio di amministrazione di Schlumberger, il colosso multinazionale dei servizi petroliferi che nel 2010 ha acquisito la Smith Bits.
Intanto, Pagni annuncia che alle 16 i lavoratori, in sciopero, si riuniranno in assemblea: dentro lo stabilimento. E arriverà anche il presidente Enrico Rossi.
L'amministratore delegato è ancora dentro, ma il corteo, che nel frattempo si è fatto ancora più numeroso, si sposta e sfila lungo le strade di Pisa, con cori, trombe e striscioni fino a Piazza dei Miracoli. E' la terza manifestazione, dopo quelle del 30 aprile e del primo maggio a Saline. Marciano insieme, lavoratori, sindacati, istituzioni e cittadini fino sotto alla Torre Pendente, dove si canta di nuovo l'Inno d'Italia.
Turisti, studenti e pisani domandano quale sia la vicenda dall'azienda che realizza scalpelli per perforazioni petrolifere e dove è in corso la mobilità per i 193 lavoratori per cessazione di attività. 
E nel pomeriggio la partita si è spostata a Saline, dove gli operai hanno il loro posto di lavoro. Che vogliono difendere a tutti a costi.

Alessandra Siotto
© Riproduzione riservata

La protesta a Pisa
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