Cultura

Il romanzo incompiuto di Cassola

La città etrusca al centro di un’opera inedita dello scrittore, che si proponeva di raccontarne le vicende a partire dal 1819

Carlo Cassola

Una biblioteca non è solo quello che dice il nome, una raccolta di libri, ma è anche collezione, note a margine, appunti e pagine scritte e lasciate dai lettori fra i testi consultati. È, quindi, il magico luogo di incontro tra gli organizzatori e i depositari di molti sogni.

Nella Biblioteca Comunale di Volterra, accanto alle opere di Carlo Cassola, presenti in tutte le edizioni, dalle prime alle ristampe, legate a tutti gli editori che di lui si sono occupati, ci sono anche molti inediti che fanno parte della raccolta conservata nella casa dello scrittore a Montecarlo di Lucca.

Fra questi spicca il progetto di un romanzo storico che doveva, nelle intenzioni di Cassola, essere un monumentale affresco sociale interamente ambientato a Volterra e che avrebbe visto la città etrusca come la protagonista indiscussa.

L’opera, il cui titolo sarebbe dovuto essere Il vecchio e il nuovo, si proponeva di raccontare le vicende a partire dal 1819, con l’arrivo in città di un turista di eccezione, Marie-Henri Beyle, alias Stendhal, fino all’arrivo dei partigiani della XXIII Brigata Garibaldi nella piazza dei Priori nel 1944: dalla città ancora dominata dai nobili, alla formazione di una nuova classe dirigente, quella nata nella Resistenza.

Le riflessioni sul romanzo risalgono al periodo tra l’immediato secondo dopo guerra e la fine degli anni Sessanta; questi scritti comprendono una dettagliata galleria dei personaggi, alcuni realmente esistiti, altri inventati dalla fantasia del narratore e, inoltre, includono la stesura (sono presenti cinque diverse versioni) del primo capitolo e di altre parti dell’opera riferiti sia all’Ottocento sia ai primi del Novecento.

Il documento, oltre a essere, assieme alle altre carte conservate, uno strumento per gli studiosi è anche una testimonianza dell'amore dello scrittore per la sua città di elezione. Non a caso la sua acquisizione era stata voluta fortemente dal giovane direttore della Biblioteca di allora, Angelo Marrucci, dal vicesindaco Renato Bacci e da Daniele Luti, studioso di Carlo Cassola, che hanno sempre incoraggiato la conoscenza della storia di Volterra, vista come parte non trascurabile della nostra storia nazionale.