Politica

Santi replica all'opposizione, "Populismo disarmante"

Il sindaco rigetta le accuse mosse da Coalizione Volterra Civica sul recupero dei crediti di Imu e Tari relativi agli anni della pandemia

Il sindaco Giacomo Santi

Pronta risposta del sindaco Giacomo Santi al gruppo di opposizione di Coalizione Volterra Civica, che aveva criticato l'amministrazione comunale per il metodo utilizzato sul recupero dell'evasione di Imu e Tari.

"Si fa sinceramente fatica a rispondere a una nota intrisa di semplificazioni populiste - ha spiegato il primo cittadino - il primo, grave equivoco riguarda l’idea che il Comune decida arbitrariamente di inserire in bilancio le somme relative alle presunte evasioni di Imu e Tari. In realtà, l’iscrizione delle entrate tributarie accertabili non è una scelta politica discrezionale, ma un obbligo di legge. Un Comune non può ignorare un credito se questo è giuridicamente esigibile, non può fare finta che un’entrata non esista e non può escludere automaticamente gli anni pandemici, poiché la normativa nazionale non ha mai previsto cancellazioni generalizzate dei tributi, ma soltanto proroghe o sospensioni temporanee".

"Proprio per garantire equilibrio e prudenza nei conti pubblici, l’ordinamento prevede il Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità, che ha la funzione di sterilizzare in bilancio le somme che potrebbero non essere effettivamente riscosse - ha specificato - omettere completamente questo passaggio significa dimostrare una scarsa conoscenza delle regole basilari della finanza pubblica, oppure scegliere consapevolmente di non spiegarle ai cittadini".

Un Comune che rinuncia a verificare e accertare i propri tributi, spiega infatti il sindaco, scarica il peso esclusivamente su chi già paga regolarmente. "Difendere indiscriminatamente chi non paga non significa stare dalla parte dei più deboli, ma finisce per favorire comportamenti scorretti a danno delle famiglie e dei cittadini onesti - ha aggiunto - è indubbio che la pandemia abbia generato difficoltà economiche ed è proprio per questo che lo Stato ha previsto ristori e rateizzazioni, strumenti che i Comuni possono e devono utilizzare in modo mirato. Inserire i crediti in bilancio non significa ignorare il disagio sociale, ma mantenere la correttezza e la trasparenza contabile e valutare le singole situazioni caso per caso".

Per quanto riguarda l'aumento delle tariffe, invece, ci sono fattori strutturali da considerare. "Come l'inflazione, l’aumento dei costi energetici e la riduzione progressiva dei trasferimenti statali - ha proseguito - sostenere il contrario significa rovesciare la realtà. Al contrario, contrastare l’evasione è uno dei pochi strumenti concreti per contenere la pressione tariffaria, perché amplia la base contributiva e rende il sistema più equo". 

"Il vero problema, dunque, non è il bilancio, ma la narrazione costruita dalla minoranza - ha concluso Santi - un Comune dipinto come oppressore, cittadini rappresentati solo come vittime e nessuna distinzione tra chi non può pagare e chi sceglie di non farlo. È un populismo disarmante, perché semplifica, non propone soluzioni reali e mina il rapporto di fiducia tra istituzioni e comunità".