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mercoledì 16 agosto 2017

Attualità venerdì 24 febbraio 2017 ore 16:05

La mappa degli immobili abbandonati

​Il primo cittadino fa il punto delle strutture presenti sul territorio, da Villa Aeoli alla ex stazione, fino al palazzo dell'orologio

VOLTERRA — "Il tema del riuso degli immobili abbandonati è fondamentale per una comunità come la nostra, anche come possibilità di rilancio dell'edilizia e dell'economia locale". A dirlo è il sindaco di Volterra Marco Buselli che fa il punto sulla situazione del riuso degli immobili abbandonati.

"Una piaga che colpisce in modo particolare il nostro territorio, amplificata anche a seguito della chiusura dell'ospedale psichiatrico e del conseguente abbandono di diversi padiglioni - spiega il primo cittadino. - La questione era stata sollevata qualche anno fa anche dall'associazione Libera espressione creativa. Nel primo mandato è stato molto importante il recupero dell'ex archivio comunale, che ha dato vita ad un'antenna universitaria della Volterra - Detroit Foundation, anche con funzioni di college residenziale".

"Di questi mesi è invece il recupero di Villa Aeoli, ex residenza del direttore dell'ospedale psichiatrico, poi scuola educatori, abbandonata da venti anni. Là è venuta fuori una riabilitazione psichiatrica da dodici posti letto, con venti posti di lavoro. Ancora non decolla definitivamente, invece, il progetto di Poggio alle Croci, che permetterebbe lo sviluppo di una parte importante della città".

"Altri volumi abbandonati giacciono in area ospedaliera, o alla ex stazione di Volterra. Il Livi, in prossimità del Pronto Soccorso, verrà finalmente abbattuto (l'operazione, di cui ente attuatore è l'Asl, è già finanziata) come sono state abbattute le volumetrie fatiscenti di Fontanella e quella dell'osteria a Saline di Volterra".

"Sempre a Saline di Volterra un tema fondamentale è quello del recupero del Palazzo dell'Orologio, ma anche dei volumi della stazione e dell'ex magazzino merci, su cui stiamo lavorando. Ci sono possibilità importanti anche sul territorio, dalla Tignamica al Morselli, messo all'asta dalla Regione, o come il Chiarugi, di cui è proprietario il Santa Chiara".

"Un'azienda che rifunzionalizzato invece la ex scuola, realizzando un centro di accoglienza per i richiedenti asilo. Operazione analoga, seppur in scala minore, è stata fatta dalla Croce Rossa, recuperando un vecchio immobile abbandonato. Altra opportunità strategica sarebbe il Conservatorio di San Pietro, nel cuore della città".

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