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Attualità mercoledì 23 marzo 2016 ore 15:00

C'è l'intesa sugli stipendi dei forestali

Raggiunto un primo accordo per garantire gli stipendi

Il presidnete dell'Unione montana Giannoni è soddisfatto. Molti salari saranno garantiti. "Ma la coperta è corta e lascia scoperti altri lavoratori"



MONTEVERDI  — “E’ andata bene” commenta il sindaco Carlo Giannoni dopo la riunione a Firenze per sbloccare la vertenza dei forestali assunti, senza copertura di bilancio, dall’Unione montana di cui è presidente. Ma subito aggiunge: “Chiusa una buca se n’è aperta un’altra”.

Che cosa intende signor sindaco? “Voglio dire che abbiamo trovato la soluzione per i forestali, ma la coperta è corta, e lascia scoperti altri lavoratori”. In particolare le ripercussioni si sentiranno nei territori di competenza della Bonifica Toscana Costa, con sede a Venturina. Ma non solo: anche alcuni progetti di sviluppo turistico di notevole interesse per Monteverdi, per esempio la valorizzazione della Riserva Naturale di Caselli, probabilmente dovranno essere ripensati.

Per quanto riguarda l’Unione montana alta Val di Cecina, il vertice di Firenze - convocato dalla Regione, presenti l’assessore Remaschi (forestazione) e i colleghi del Bilancio e dell’Ambiente, vari consorzi di bonifica tra cui Toscana Costa e Valdarno e lo stesso presidente Giannoni - ha sancito questo risultato: il milione e mezzo necessario per garantire il salario ai forestali del nuovo organico (10 provenienti dalla Provincia di Pisa e 22 già in forza) verrà garantito da un contributo della giunta regionale, da lavori per oltre 100 mila euro del Consorzio di bonifica Valdarno, da un pacchetto di lavori per circa 450 mila euro dal Consorzio di bonifica Toscana Costa e naturalmente dalle risorse dell’Unione, con una “spremitura” del proprio bilancio senza precedenti.

Soddisfazione al termine, con parole di apprezzamento per la disponibilità di Toscana costa, da parte di un Giannoni rasserenato anche dal chiarimento a mezzo stampa del sindacato dei forestali. “Ma, come dicevo, chiusa una buca se n’è aperta un’altra. Adesso ci saranno cooperative e aziende nate per le bonifiche che non verranno più chiamate e dovranno lasciare a casa alcuni dipendenti. E’ un nuovo problema, non possiamo ignorarlo”.

Giorgio Piglia


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