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Attualità martedì 17 agosto 2021 ore 09:18

Task force per difendere gli allevamenti dai lupi

Denunciati 17 attacchi in un anno. 7 le aziende colpite. Coldiretti: "La presenza dei branchi sta scoraggiando l’attività di allevamento"



PISA — Nel corso del 2019 nelle campagne pisane si sarebbero verificati 17 attacchi agli allevamenti di bestiame da parte di lupi e ibridi. E' quanto certificano le denunce da parte degli allevatori. 7 le aziende colpite. Ma secondo Coldiretti, si legge in una nota, "Gli attacchi (e le aziende) a subire le predazioni da parte di ibridi e lupi sono molti di più. Almeno il doppio rispetto a quelli denunciati e risarciti dalla Regione Toscana".

L'ultimo episodio documentato risale ad alcune settimane fa, a Santa Luce. A tutela degli allevamenti la Regione ha istituito una speciale task force, fortemente voluta dall'organizzazione agricola che ora plaude all'iniziativa.

Recentemente Coldiretti ha stimato in almeno 5000 gli attacchi dei predatori in Toscana negli ultimi dieci anni. 520 quelli denunciati da 210 aziende nel 2019. "La task force - spiega Coldiretti- si occuperà di affrontare e fronteggiare le problematiche causate agli allevamenti dalle popolazioni di lupo, ibridi cane lupo e cani inselvatichiti incustoditi".

“Ringraziamo la vicepresidente della Giunta con delega all’Agroalimentare Saccardi per aver compreso la delicatezza e gravità del problema, con i casi emblematici che abbiamo avuto modo di illustrare nel corso anche di un recente incontro. – commenta il presidente di Coldiretti Pisa e Toscana Fabrizio Filippi - Serve responsabilità nella difesa degli allevamenti e dei pastori e allevatori che con coraggio continuano a presidiare le montagne e a garantire la bellezza del paesaggio”.

"Non si possono lasciar morire pecore e vitelli e costringere alla fuga decine di famiglie che da generazioni popolano le montagne– insiste Coldiretti Toscana - ma anche i tanti giovani che faticosamente sono tornati per ripristinare la biodiversità perduta con il recupero delle storiche razze italiane. La presenza di branchi di lupi sta scoraggiando in molte aree l’attività di allevamento mettendo a rischio anche il tradizionale trasferimento degli animali in alpeggio che, oltre ad essere una risorsa fondamentale per l’economia montana, rappresenta anche un modo per valorizzare il territorio e le tradizioni culturali che lo caratterizzano".

“Senza i pascoli – aggiunge Filippi - le montagne muoiono, l’ambiente si degrada e frane e alluvioni minacciano le città. Negli ultimi anni si è infatti reso necessario un continuo vigilare su greggi e mandrie al fine di proteggerle da attacchi di lupi e cani randagi poiché recinzioni e cani da pastori spesso non sono stati sufficienti per scongiurare il pericolo. La frequenza degli attacchi da parte dei lupi, non solo in alta montagna, è ormai davvero elevata”. 

Per far fronte a quella che è una vera e propria emergenza nazionale, Coldiretti sta portando avanti il lavoro ministeriale affinché il problema sia contenuto ma occorre lavorare anche sulla prevenzione con la realizzazione di opere di protezione, quali ad esempio la costruzione-ristrutturazione delle stalle, i sistemi fotografici di allarme e la costruzione di recinti per la permanenza notturna degli animali. E’ anche necessario – aggiunge Coldiretti – garantire efficienza ed efficacia nel sistema di accertamento e risarcimento dei danni per garantire un completo reintegro della perdita di reddito affinché la convivenza tra l’animale e l’uomo non porti all’abbandono dell’attività di allevamento".

“Non sarebbero solo gli allevatori a perderci, ma l’intera comunità poiché – conclude Filippi – i pastori attraverso la loro opera conservano e valorizzano la montagna e le sue tradizioni”.

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