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Cronaca mercoledì 09 luglio 2014 ore 08:05

Trielina nella falda acquifera

L'ARPAT risponde: "il livello di contaminazione nell'acquifero di Cecina è ben al di sopra dei limiti di legge" e si sa lavorando già dal 2004 sull’area sorgente della contaminazione in località Poggio Gagliardo



MONTESCUDAIO — In relazione ad alcuni articoli di stampa riguardanti la situazione di inquinamento dell'acquifero di Cecina, ARPAT fa presente che "il livello di contaminazione nell'acquifero di Cecina è ben al di sopra dei limiti di legge, anche perchè in caso contrario non ci sarebbe una procedura di bonifica in corso".
ARPAT ha rilevato questo inquinamento in località Poggio Gagliardo nel comune di Montescudaio fin dal 2004 e da allora "ha costantemente seguito la situazione effettuando una intensa attività di controllo e monitoraggio, nonché di supporto tecnico sia nella fase di messa in sicurezza, che poi di caratterizzazione e progettazione della bonifica".

Informazione sulle attività di controllo e monitoraggio ARPAT. Di questa attività l'Agenzia fornisce una ampia informazione al pubblico, attraverso una apposita sezione del sito Web, nella quale sono periodicamente pubblicati gli approfondimenti specifici relativi all’attività di indagine e monitoraggio eseguita da ARPAT sull’area sorgente della contaminazione da organoclorurati in località Poggio Gagliardo nel comune di Montescudaio ed il territorio interessato dalla diffusione dei contaminanti nella falda dell’acquifero della pianura costiera, in Comune di Cecina. Inoltre è on line la banca dati, costantemente aggiornata automaticamente, con i risultati del monitoraggio effettuato da parte dell'Agenzia, dove è possibile consultare ed estrarre tutti i dati dal 2004 ad oggi.

Messa in sicurezza di emergenza. L'inquinamento in questione è stato affrontato, in una prima fase, attraverso l'attuazione della messa in sicurezza di emergenza (MISE), partita nel 2005 con l'attivazione di una prima barriera idraulica, che ha permesso la parziale interruzione del trasferimento della contaminazione dall'area sorgente alla falda di Cecina. A ciò è seguito un progressivo potenziamento, permesso proprio dall'intensa attività di monitoraggio e controllo che ha portato ad una conoscenza di dettaglio del modello concettuale della contaminazione, di tale barriera che ha raggiunto a fine del 2013 l'obbiettivo di confinare in maniera pressochè totale l'area sorgente dagli acquiferi sottostanti. Va tenuto conto che le circolazioni di acque sotterranee reagiscono con tempi legati alle condizioni di permeabilità dei terreni e tale beneficio dovrebbe evidenziarsi durante il corso dell'attuale anno di monitoraggio.

Intervento di bonifica. Per quanto riguarda l'aspetto connesso agli interventi di riduzione della contaminazione in area sorgente (attività di bonifica) ARPAT ha sempre evidenziato, anche nei pareri di approvazione delle varie articolazioni progettuale, la necessità di attivare velocemente gli interventi di bonifica.
Entro il mese corrente dovrebbe essere consegnato il progetto esecutivo e quindi immediatamente realizzabile dello SVE (soil venting extraction) che dovrebbe permettere una efficace riduzione degli accumuli di contaminante presenti in area sorgente (Montescudaio). I contaminanti presenti hanno infatti caratteristiche chimico-fisiche idonee per essere estratti con particolare efficacia con questa tecnica di bonifica, che presenta però, anche a causa del contesto geologico e dell'estensione dell'area sorgente, problematiche impiantistiche che ne hanno reso problematica la progettazione esecutiva.
Fonte: ufficio stampa ARPAT



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