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Attualità sabato 31 ottobre 2015 ore 17:40

All'anfiteatro 10mila romani tifavano i gladiatori

Un successo le visite guidate al cantiere archeologico aperto al pubblico. Il primo scavo ha già permesso di capire che la struttura ha 3 ordini



VOLTERRA — Non solo l'anfiteatro romano a Volterra c'è, ma è anche molto grande, con 3 ordini di posti che potevano ospitare circa 8-10mila spettatori. E con la prima campagna di scavi che si concluderà lunedì 2 novembre, già sono importanti le scoperte che oggi, 31 ottobre, anche tutti i cittadini comuni hanno potuto vedere con i loro occhi.

Prese d'assalto le visite guidate organizzate dalla Soprintendenza della Toscana  in collaborazione con il Comune di Volterra e Fondazione e Cassa di Risparmio di Volterra, che hanno finanziato la prima campagna di scavi. Nelle prime di 3 ore di questa mattina 200 i visitatori e nel pomeriggio l'afflusso è stato ancora maggiore, con la dottoressa Elena Sorge e gli instancabili archeologi che hanno spiegato ai vari gruppi la storia e i dettagli dello scavo.

Perchè sotto terra giace una enorme struttura risalente al periodo romano. Ne è riaffiorata solo una piccola porzione: gli scavi e gli studi effettuati fin qui permetteranno agli esperti di formulare un progetto di scavo e chiedere quindi i necessari finanziamenti affinchè la scoperta più importante degli ultimi 100 anni non resti celato al mondo

La struttura sarebbe molto grande, tutta realizzata in panchino, pietra volterrana. Lo stato di conservazione è medio, secondo gli esperti, e per ora sono visibili una piccola parte dei 3 ordini di gradinate, con un ingresso già riportati alla luce in pochissimi giorni. Nel punto dove si stanno conducendo gli scavi attualmente, la base dell'arena sarebbe sottoterra di circa 6 metri. Mentre nella parte più alta della struttura, dove sono riaffiorati casualmente i primi resti, la profondità sarebbe di circa 10 metri, dato che il terreno è in pendenza.

Intanto si continua a studiare con appositi strumenti e tecniche non invasive quello che c'è sottoterra, per capire come sia più opportuno procedere. Grazie al Dicca dell'Università di Genova sarà possibile fare delle ricostruzioni in 2 e 3 dimensioni della struttura. Mentre la ditta Soing di Livorno eseguirà tramite esami specifici una sorta di enorme radiografia dello scheletro dell'anfiteatro. A metà novembre arriverà anche l'Università di Stoccolma per eseguire esami specifici con il geo radar. Al momento i tre soggetti stanno lavorando gratuitamente al sito archeologico.

Una ulteriore dimostrazione del grande interesse suscitato da questa straordinaria scoperta che ridisegna il peso della cultura romana a Volterra. E che ci sarà bisogno di finanziare per riportarla alla luce.

Alessandra Siotto
© Riproduzione riservata

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