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Cronaca mercoledì 11 novembre 2015 ore 14:00

Ricattò la vicina con lettere anonime, condannato

L'episodio risale ad alcuni mesi fa. Il giudice delle udienze preliminari ha condannato il 70enne che aveva chiesto all'anziana 20mila euro



RIPARBELLA — Nel maggio scorso i carabinieri della Stazione di Riparbella avevano arrestato un uomo di 70 anni, pensionato e residente a Cecina, per tentata estorsione. Infatti, un'anziana signora residente a Riparbella si era rivolta ai militari per denunciare che dalla metà di aprile aveva ricevuto alcune lettere anonime dal tono minatorio in cui le chiedevano di consegnare la somma di euro 20mila euro. Altrimenti la vittima avrebbe dovuto subire delle spiacevoli conseguenze. La donna, pensionata che abita da sola in un luogo isolato, si era allarmata, ma non si è lasciata intimidire dalle minacce rivolgendosi alle forze dell'ordine.
I carabinieri erano risaliti a chi si nascondeva dietro quelle minacce anonime grazie ad alcune telecamere di sorveglianza fatte istallare nell'abitazione della donna. Ai primi di maggio era stato ripreso così un uomo anziano si era avvicinato all’abitazione ed aveva lasciato una lettera, minatoria come le precedenti in cui si chiedeva di consegnare la somma richiesta.

I militari lo avevano identificato nel vicino di casa, un pensionato 70enne residente a Cecina, che ha un podere confinante con la donna. L'uomo era stato deferito all’Autorità giudiziaria di Livorno per il reato di tentata estorsione e come disposto da quest’ultima, stamani, è stato tratto in arresto su ordine di custodia cautelare ed associato in regime di arresti domiciliari presso la sua abitazione di Cecina. Nel corso delle operazioni i militari avevano anche ritirato cautelativamente ai sensi dell’art. 39 del TULPS le armi che regolarmente deteneva ed avviato le procedure per il diniego dell’autorizzazione di polizia a detenerle.

Ora l'uomo è stato condannato dal giudice delle udienze preliminari Antonio Pirato che condanna, su richiesta del pm Gianfranco Petralia,  alla pena di un anno e otto mesi. Il giudice ha disposto anche 10 mila euro per la parte civile, ovvero l’anziana signora, e una multa.
Secondo l’accusa la prova è nel filmato che vedrebbe il 70enne con la lettera in mano; per la difesa, invece, quelle immagini dimostrano solo che quella lettera lui la ha soltanto accostata al cancello, ma non è l’autore. Ma oltre a questo, nei messaggi ci sarebbero altre prove, ad esmepio la calligrafia e alcuni riferimenti specifici come la richiesta di consegnare il denaro allo stesso vicino, specificando anche il modello e la targa della macchina di sua proprietà.

Il processo si è svolto in camera di consiglio a Livorno; la difesa dell’imputato di tentata estorsione ha chiesto il rito abbreviato condizionato alla produzione di documenti. Dopo la condanna, inferiore rispetto alla richiesta del pm che era di 2 anni e 8 mesi, ha annunciato appello. 



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