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Attualità sabato 14 marzo 2015 ore 19:08

Unioni: "non funzionano neanche le cose semplici"

Piani prende ad esempio il malfunzionamento del sistema di allerta meteo su cui ha presentato una interrogazione. Ma replica anche a Nocchi e al Pd



RIPARBELLA — "Se nell’Unione Montana dell’Alta Val di Cecina i sindaci Pd tornano sui loro passi e si dividono, non è che nell’Unione dei Colli della Bassa Val di Cecina la situazione sia migliore e il caso del servizio di allerta è un esempio di come non si riesca a far funzionare nemmeno le cose più semplici". Esordisce così Alessandro Lucibello Piani del Gruppo Consiliare delle Liste Civiche che ha presentato una interrogazione all'Unione dei Colli Marittimi Pisani in merito al servizio di allerta della popolazione.
"Il servizio - spiega - è stato sospeso il 2 febbraio scorso, dopo oltre un anno di continue segnalazioni circa il mancato rispetto delle normative vigenti in tema di gestione delle banche dati e della privacy dei cittadini". 

"Il servizio - illustra - permetteva a chiunque di inserire via internet un qualsiasi numero di telefono senza alcuna verifica se si fosse titolari o meno di quel numero; non c’era modo di sapere se si era o meno registrati ne di cancellarsi dal servizio e non si sapeva nemmeno di cosa si veniva eventualmente allertati ne chi era il gestore della banca dati".
Ad inizio febbraio "il responsabile del servizio dell’Unione l'architetto Pollina si è attivato e ha sospeso il servizio in attesa che la ditta concessionaria 'sistemasse' le irregolarità". "Ad oggi - prosegue Piani -  trascorso oltre un mese da tale comunicazione il servizio risulta ancora inattivo e così nei momenti di allerta i cittadini dei cinque comuni collinari restano disinformati e non sanno nemmeno che il servizio è stato sospeso".

"Un ente locale composto da ben 5 Comuni, e quindi 5 sindaci - commenta l'esponente di Ipc - non solo non si accorge di violare le normative, e rischiare le pesantissime sanzioni previste, in una materia delicata e al centro dell’attenzione come la privacy dei cittadini, ma ci mette ben un anno per attivarsi malgrado le tante segnalazioni".

Piani aggiunge che anche il coordinamento per le allerte tra i cinque Comuni non sembra funzionare bene. "Come è stato dimostrato nel giorno in cui il vento ha scoperchiato tetti e fatto cadere alberi: a Riparbella nessuno sapeva cosa fare e le notizia viaggiavano tramite il passaparola con tutte le distorsioni immaginabili e i genitori degli alunni che stavano andando a scuola non sapevano nulla circa il funzionamento del servizio scuola bus o l’apertura delle scuole". 

"Questa Unione, al terzo Presidente del Partito Democratico, Gruppelli, Lucchesi e ora Fedeli - prosegue il consigliere - continua a mostrare il peggio di se". "Leggere le dichiarazioni del segretario Pd provinciale Nocchi che assegna alle liste civiche la colpa dei problemi della Val di Cecina appare assurda - aggiunge - il Partito Democratico ha voluto, gestito e imposto le Unioni senza dare ascolto alla nostra voce ne sentire il parere dei cittadini, avevamo e abbiamo continuato ad avvisare che prima di cedere le funzioni serviva preparare bene le modalità e il percorso per preparare i dipendenti". "Ora si deve prender atto - conclude Piani - che queste Unioni, così strutturate, non sono in grado di far funzionare nemmeno le cose più semplici, fatto scontato e prevedibile, purtroppo, lo ripetiamo da tempo inascoltati".



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