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Lavoro giovedì 15 aprile 2021 ore 10:33

La carica dei 500 agriturismi pronti a riaprire

Per Coldiretti "la riapertura all’aperto salva 500 agriturismi della provincia di Pisa, la bella stagione consente attività all’aperto"



PISA — "La possibilità di riaprire le attività di ristorazione a pranzo e a cena sfruttando gli spazi all’aperto salva i 500 agriturismi della provincia di Pisa che possono contare su ampie aree all’esterno per assicurare il necessario distanziamento a tavola". Queste le parole che arrivano da Coldiretti Pisa nel commentare positivamente l’ipotesi contenuta nella bozza delle linee guida sulle riaperture, che le Regioni dovrebbero presentare al Governo alla Conferenza Stato-Regioni.

Una misura attesa e sperata da molti operatori della ristorazione, dopo che le chiusure a singhiozzo dall’inizio della pandemia che hanno fatto registrare il 90 per cento di fatturato in meno nelle strutture agrituristiche. Solo le ultime due chiusura del periodo Pasquale del 2020 e 2021 sono costate 60 mila pernottamenti e 40 mila pranzi fuori porta nel solo indotto agrituristico. 

“Gli agriturismi – ha osservato Fabrizio Filippi, presidente Coldiretti Pisa nonché èresidente Coldiretti Toscana – che sono spesso situati in zone isolate in strutture familiari con un numero contenuto di posti letto e a tavola e con ampi spazi all’aperto sono probabilmente i luoghi più sicuri dove è più facile garantire il rispetto delle misure di sicurezza per difendersi dal contagio fuori dalle mura domestiche”.

Secondo Terranostra Coldiretti l’agriturismo è destinato a giocare un ruolo centrale per la vacanza Made in Italy post Covid. “La vacanza in agriturismo – spiega ancora Filippi - contribuisce in modo determinante al turismo di prossimità nelle nostre campagne per garantire il rispetto delle distanze sociali ed evitare l’affollamento. Nelle nostre campagne le distanze si misurano in ettari e non certo in metri”.

La riapertura è molto importante anche per tutti gli altri settori legati all’agroalimentare Made in Pisa come il vino che è il primo settore dell’export Made in Tuscany. La chiusura di ristoranti, bar ed enoteche in Italia e all’estero ha fatto crollare i consumi fuori casa con gravi difficoltà per il settore vitivinicolo in particolar modo quello legato ai vini a denominazioni di origine e indicazione geografica a maggior valore aggiunto. “L’arrivo del bel tempo e la possibilità di vivere all’aria aperta – conclude il presidente di Coldiretti – consente un piano di riaperture che coinvolga tutti i settori della ristorazione e della somministrazione che dall’inizio della pandemia adottano importanti misure di sicurezza, quali il distanziamento dei posti a sedere facilmente verificabile, il numero strettamente limitato e controllabile di accessi, la registrazione dei nominativi di ogni singolo cliente ammesso”.

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