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Attualità Mercoledì 03 Giugno 2026 ore 16:10

Al Festival delle Colline Geotermiche debutta "Disastri"

Una momento dello spettacolo

Il nuovo progetto di Pilar Ternera e Compagnia A.D.D.A.: un’indagine sul presente e sulla vita dopo il crollo delle certezze al Teatro De Larderel



POMARANCE — Tra le crepe del presente, quando le certezze sembrano aver perso consistenza e le narrazioni collettive si frammentano, il teatro torna a farsi luogo di esplorazione collettiva. E così, su il sipario su "Disastri", ovvero quel che resta non racconta la fine, ma ciò che continua a vivere dopo ogni crollo. Un’indagine scenica sul nostro tempo e sulle sue eredità invisibili, che invita lo spettatore a sostare nell’instabilità e a ridefinire il senso stesso del “restare”.

Il 25 Giugno, al Teatro De Larderel di Pomarance, nell’ambito del Festival delle Colline Geotermiche, va in scena la nuova produzione di Pilar Ternera e Compagnia A.D.D.A., con la regia di Francesco Cortoni e la drammaturgia firmata da Francesco Cortoni e Leonardo Ceccanti. In scena Silvia Lemmi, Matteo Ceccantini e Marco Fiorentini, protagonisti di un dispositivo teatrale immersivo e frammentato che attraversa le macerie del presente per interrogare il futuro.

Non uno spettacolo sulla fine, ma sulla sopravvivenza emotiva, politica e collettiva dopo la fine delle certezze. "Disastri" nasce come un’indagine scenica sui crolli che definiscono il nostro tempo, sociali, economici, ecologici, esistenziali, e sulla necessità di ridefinire ciò che davvero merita di essere trasmesso alle generazioni future. Una domanda attraversa l’intero lavoro: che cosa vale davvero la pena insegnare a chi verrà dopo di noi?

Da questo interrogativo prende forma uno spettacolo che rifiuta la linearità narrativa per costruire una partitura composta da frammenti, immagini, confessioni, suoni e vuoti. Le storie emergono e si dissolvono, lasciando allo spettatore il compito di orientarsi dentro un paesaggio instabile, in cui il senso non è imposto ma continuamente ricomposto nello sguardo di chi osserva. Il progetto nasce dall’incontro tra la storica compagnia Pilar Ternera e il collettivo emergente A.D.D.A., in un dialogo intergenerazionale che mette in relazione esperienze artistiche, sensibilità e linguaggi differenti. Da una parte una ricerca teatrale consolidata e riconosciuta nel panorama contemporaneo; dall’altra un gruppo giovane che porta sulla scena nuove urgenze, nuove forme e una relazione diretta con le trasformazioni del presente. Il risultato è un lavoro che tiene insieme memoria e visione, esperienza e rischio, eredità e possibilità.

Al centro della creazione vi è un lungo percorso laboratoriale sviluppato nell’arco di oltre un anno. Le compagnie hanno attraversato scuole, laboratori e gruppi informali, incontrando persone di età e provenienze diverse. A ciascuno è stata posta la stessa domanda: qual è stato il tuo disastro? E ancora: che cosa vorresti lasciare a chi resterà?
Le risposte raccolte, insieme al materiale autobiografico degli interpreti, costituiscono la materia viva dello spettacolo: una drammaturgia aperta, stratificata, costruita attraverso testimonianze, memorie e visioni che trasformano la scena in uno spazio di attraversamento collettivo. La regia di Francesco Cortoni costruisce un ambiente essenziale e perturbante: un vuoto bianco abitato da segni minimi, scritte e immagini generate in presa diretta. Otto microfoni amplificano respiri, parole e silenzi, creando un paesaggio sonoro immersivo che espone la fragilità dei corpi e delle relazioni. 

"Disastri" rappresenta inoltre il primo capitolo di un più ampio progetto triennale sviluppato tra il 2025 e il 2027. Questa prima fase concentra il lavoro su tre interpreti e sulla costruzione di un dispositivo scenico corale e frammentario. I capitoli successivi allargheranno progressivamente lo sguardo al tema della famiglia, dell’eredità generazionale e delle conseguenze lasciate dai disastri collettivi e privati, ampliando il gruppo creativo e coinvolgendo nuove comunità e territori. Un progetto in continua trasformazione, che cresce attraverso i propri passaggi e attraverso lo sguardo di chi lo abita.

Per ulteriori info: www.officinepapage.itPer info: prenotazioni@officinepapage.it


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