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martedì 25 settembre 2018

Attualità giovedì 12 febbraio 2015 ore 19:50

Poste: una mozione del Pd in tutti i Comuni

Il piano di rimodulazione, nonostante le rassicurazioni della stessa azienda, costituirebbe un taglio dei servizi all'utenza con la chiusura di 11 uffici



PROVINCIA DI PISA — In Provincia di Pisa non sono pochi i Comuni e le frazioni interessati dal taglio degli uffici postali: i presidi di Ponteginori, San Giovanni alla Vena, Castelmaggiore, Uliveto Terme, Treggiaia, Corrazzano, Ghizzano, Legoli, Luciana, Marti e Soiana chiuderebbero: Montecatini Val di Cecina, Monteverdi Marittimo, Orciano Pisano, Capanne avrebbero una riduzione dell'orario di servizio: .
Per questo il segretario provinciale Pd Francesco Nocchi e la responsabile Politiche sociali, Lavoro e Welfare del partito Olivia Picchi hanno stilato una mozione da proporre nei vari consigli comunali dei comuni coinvolti, grazie anche all'aiuto del consigliere comunale Fabio Roberto Tognetti.
"Gli uffici postali costituiscono un presidio irrinunciabile per le nostre comunità e non è pensabile parlare di riordino rinunciando alla centralità del cittadino - si leggerà nella mozione - nelle realtà più piccole e isolate, che già vivono il rischio di spopolamento, questo ulteriore taglio comporterebbe un nuovo grave disagio per il territorio e per la cittadinanza, colpendo in particolar modo quella fascia di popolazione che ha maggiori difficoltà a spostarsi".
Il documento che il Pd porterà nei Consigli comunali evidenzierà come sia "opportuno e necessario garantire pari opportunità di accesso a tutta la cittadinanza, ribadendo un principio riconosciuto anche nella mission di Poste Italiane, nella quale si parla di 'miglioramento della qualità della vita delle persone attraverso la modernizzazione dell'azienda'; una razionalizzazione ha interessato le stesse aree poco tempo fa, avendo peraltro come risultato un peggioramento complessivo del servizio".
"Al massiccio accentramento non è infatti corrisposto un adeguato impegno dell'Azienda nell'assunzione di sufficiente personale, comportando disagi per i cittadini in termini di lentezza e qualità complessiva del servizio - conclude la bozza del doumento - Poste SpA è un'azienda con i bilanci sani, che genera considerevoli utili, fatto che rende ancor più incomprensibile la politica ti riduzione del servizio che sta portando avanti negli ultimi anni".


E’ necessario che sindaci e giunte promuovano congiuntamente un tavolo di confronto con Poste Italiane, per chiedere il ritiro immediato del provvedimento e una revisione del piano di rimodulazione che tenga presente delle necessità dei territori e della cittadinanza, impegnando successivamente l'Azienda a tener fede alle proprie responsabilità.



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