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Cultura giovedì 15 maggio 2014 ore 06:10

L'edizione 2014 di Volterra Teatro sarà dedicata alla 'ferita'

Armando Punzo, direttore artistico di Volterra Teatro, chiama a raccolta associazioni e cittadini per partecipare al progetto artistico di teatro collettivo: si utilizzeranno dei nastri di stoffa per legare i luoghi più significativi di Volterra



VOLTERRA — Dopo qualche settimana dal primo incontro Armando Punzo, direttore artistico di Volterra Teatro, chiama nuovamente a raccolta associazioni e cittadini per gettare finalmente le basi operative del grande progetto artistico collettivo pensato per la ventottesima edizione del festival di Volterra. L’appuntamento con tutti coloro che avranno voglia di partecipare è per lunedì 19 maggio alle 21 al Teatro di San Pietro di Volterra. Il tema del festival sarà 'La Ferita Logos/ Rapsodia per Volterra' e nell'occasione sarà presentato il progetto e saranno formati i gruppi di lavoro. 

A partire dalla tragedia dei crolli delle mura medievali, l’edizione 2014, infatti, si propone di riflettere sull’idea di 'Ferita'. Oltre la ferita visibile della terra, per avvicinarsi a quella umana, intima; alla ferita di una città che ha bisogno di ricucire le relazioni, di ripensarsi e ricostruirsi in quanto comunità.
Una ferita profonda eppure luminosa, da immaginare come occasione per rendere visibile il punto di rottura, per stillare dal dolore una bellezza intensa, per trasformare la debolezza in una grandissima forza.

In questo nuovo incontro Armando Punzo presenterà alla città Enrica Sangiovanni e Gianluca Guidotti di Archivio Zeta, compagnia teatrale di grande prestigio, famosa in particolar modo per i memorabili allestimenti di tragedie greche negli enormi spazi aperti del Cimitero Germanico della Futa, ai quali sarà affidata la conduzione del progetto collettivo.
L’idea è di una intera comunità che si mette in scena, ovvero di unire tutta la città in una grande performance comunitaria attraverso la quale i cittadini di Volterra, come rapsodi (letteralmente coloro che cuciono insieme) vengono coinvolti in una azione teatrale che si prefigge di ricucire i rapporti e le relazioni tra le persone e i luoghi che abitano.

A partire da maggio, con incontri settimanali, Archivio Zeta condurrà un laboratorio aperto a tutti i cittadini per lavorare su alcuni testi poetici che faranno parte dello spettacolo. In particolar modo si lavorerà alla formazione di cori, come quelli della tragedia greca, che accompagneranno il legare e il tendere i nastri per le vie di Volterra.

Prendendo spunto da 'Legarsi alla montagna', opera d’arte del 1981 che coinvolse l’intero paese di Ulassai in Sardegna, in cui l'artista Maria Lai chiese a tutti i cittadini di partecipare attivamente legando la propria casa alle altre e poi tutte le case alla montagna franata - con cui la comunità aveva da sempre un rapporto di paura e di amore - con un lungo nastro celeste che percorreva tutto il paese, si chiederà ai cittadini, e al pubblico che vorrà unirsi all’azione, di riannodare con un gesto semplice e antico i fili della memoria e del dolore, i rapporti con la terra e con i luoghi della città.
Proprio come Maria Lai si utilizzeranno dei nastri di stoffa per legare i luoghi più significativi di Volterra, coinvolgendo cittadini e spettatori in un rito collettivo, all’ora del tramonto. Come se la città diventasse un labirinto e il nastro rappresentasse la salvezza, il filo rosso di Teseo e Arianna, si traccerà un percorso, si annoderanno geometrie.

Tutta Volterra si unisce compatta per la realizzazione di un grande progetto artistico collettivo di grande impatto mediatico che servirà ad attirare l'attenzione del mondo sulla bellezza e la forza di questo territorio, che ferito, rinasce ancora più bello e splendente di prima.
Fonte: Volterra Teatro

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