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Cronaca mercoledì 09 luglio 2014 ore 07:05

Al via la riorganizzazione del 118

Componendo il 118 non risponderà più Pontedera, ma Livorno: le centrali passano da 12 a 6 e dal 2017 saranno solo 3



REGIONE TOSCANA — Dopo mesi di indiscrezioni e ipotesi, la riorganizzazione del sistema del 118 in Toscana diventa realtà: le 12 centrali attualmente esistenti vengono ridotte a 6, due per area vasta. Al nord, dunque Viareggio, assorbirà gli operatori di Lucca e Massa Carrara, mentre Livorno quelli di Pisa. Al centro, oltre alla già consolidata fusione tra Firenze e Prato, sarà Pistoia ad assorbire Empoli. Al sud infine, gli operatori grossetani si trasferiranno a Siena, mentre Arezzo continuerà a mantenere la sua autonomia.
Questo comporta che per la zona della Val di Cecina, dove il 118 è presente a Volterra e Castelnuovo Val di Cecina, non sarà più Pontedera la centrale di riferimento, bensì Livorno. Dal punto di vista delle gestione non c'è nessun cambiamento, solo che i cittadini della Val di Cecina, componendo il numero di emergenza, non saranno più messi in contatto con Pontedera, ma con Livorno. In caso di necessità saranno poi sempre gli operatori locali del 118 di Castelnuovo e Volterra ad intervenire, allertati dalla centrale. L'unico problema che potrebbe verificarsi è legato alla conoscenza dei territori: è fondamentale che gli operatori della centrale acquisiscano le informazioni giuste sull'esatta localizzazione del cittadino che richiede il soccorso affinché l'ambulanza sia in grado di raggiungerlo tempestivamente nel luogo preciso, non sbagliando indirizzo. Un problema, questo della scarsa conoscenza di zone disperse come quelle della Val di Cecina da parte degli operatori delle centrali, che alcune volte si è già verificato, con alcuni malintesi sull'esatta località da raggiungere.
La riorganizzazione delle centrali del 118 che si completerà a fine 2014, non porterà un risparmio dal punto di vista economico, come sottolineato dall'assessore regionale alla salute Luigi Marroni. Gli operatori delle centrali chiuse saranno riassorbiti in quelle rimaste aperte, oppure destinati ad altri servizi.
Per garantire i livelli di qualità la Regione investirà 100mila euro, mentre il modello seguito sarà quello della centrale di Firenze, dove si sono stabiliti ormai, dopo tre mesi di prova anche gli operatori di Prato. Da ogni centrale verrà coordinato sia il servizio di emergenza urgenza che quello di trasporto sanitario ordinario. In attesa del 31 dicembre 2016, quando le centrali verranno ulteriormente ridotte a 3.

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