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domenica 15 settembre 2019

Attualità venerdì 27 ottobre 2017 ore 15:11

L'Unione dei Colli verso lo smantellamento

Nell'ultima assemblea dei Comuni coinvolti è stata decisa la riattribuzione di numerosi compiti alle singole amministrazioni



RIPARBELLA — ll consiglio dell'Unione dei Colli ha approvato le linee programmatiche presentate dal presidente Salvatore Neri, attuale sindaco di Riparbella e primo esponente civico ad assumere la carica di presidente dell'Unione dalla sua costituzione, avvenuta nel 2011.

Elemento caratterizzante del programma è un sostanziale ridimensionamento delle competenze dell’Unione, alla quale in questi anni erano state trasferite tutte le funzioni dei Comuni. Con il 2018 inizierà così un percorso inverso, ove si prevede la ri-attribuzione della gestione della maggior parte delle funzioni ai singoli Comuni. L’Unione pesante costruita in questi anni ha dunque i giorni contati.

"In campagna elettorale - ha spiegato Neri, eletto per la lista civica Siamo Riparbella che già si era battuta contro la fusione di Riparbella con Castellina Marittima - avevamo espresso con chiarezza che non ritenevamo quest’Unione soddisfacente. Abbiamo subito iniziato a confrontarci con le altre amministrazioni comunali e la Regione ed abbiamo elaborato un percorso che possa permettere di non perdere quanto di positivo è stato fatto ma permetta ai nostri Comuni di liberarsi dal peso di una burocrazia che rendeva ogni scelta farraginosa e difficile”.

L'Unione, nata a cinque nel 2011, aveva già visto l'uscita di Casale Marittimo e Guardistallo nel 2016 al termine di una crisi che, come successo per altre Unioni, non ha trovato soluzioni.

“Con questa decisione - ha aggiunto il presidente Neri - abbiamo preservato gli equilibri dei bilanci del 2017 evitando le sanzioni previste dalla Regione se avessimo sciolto immediatamente l'Unione. Siamo inoltre ancora in attesa che il governo si esprima sul tema dell'autonomie locali dopo la bocciatura della riforma Boschi e auspichiamo che venga confermato che i piccoli comuni non sono da rottamare ma enti fondamentali e da valorizzare. Nel frattempo, sciolto il peso dell’Unione, ritengo necessario aprire un serio confronto con tutti i Comuni della Bassa Val di Cecina partendo, ad esempio, da alcuni temi comuni come il turismo e la gestione dei rifiuti. La decisione di Cecina di avviare l’iter per realizzare un piano strategico è molto interessante e mi auguro che veda il coinvolgimento di tutto il territorio”.



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