Attualità Venerdì 30 Gennaio 2026 ore 12:37
Lupi, assalto sventato alla mandria di bovini

L'episodio è avvenuto in Val di Cecina, dove l'intervento dell'allevatore ha messo in fuga i predatori: "Siamo accerchiati"
VAL DI CECINA — Un branco di lupi avrebbe tentato di accattare una mandria di bovini. A denunciare l'episodio, avvenuto domenica mattina nelle campagne della Val di Cecina, è Coldiretti.
I bovini stavano pascolando poco distanti della stalla quando, un anomalo fuggi fuggi e il frastuono dei campanacci, hanno allertato l'allevatore Silvio Giannetti: un branco di lupi, composto da 6 esemplari, stava tentando di entrare nel recinto. A metterli in fuga il tempestivo intervento di Silvio e del figlio.
“È la prima volta che i lupi aggrediscono animali di queste dimensioni e di questa stazza – spiega l'allevatore attraverso una nota di Coldiretti –. La sparizione delle pecore è tristemente all’ordine del giorno nonostante le tante precauzioni; fino ad oggi però non era mai successo che tentassero di banchettare con i bovini. Siamo accerchiati. Viviamo in un perenne stato di allerta”.
“Solo lo scorso anno abbiamo subito la perdita di una ventina di pecore, senza contare quelle disperse – racconta –. Le predazioni avvengono anche di giorno, alla luce del sole. Nelle prossime settimane ci saranno le nascite di numerosi vitellini: prede facili per i lupi. Anche per chi è innamorato di questo mestiere diventa difficile oggi mandare avanti un’azienda zootecnica in queste condizioni. Non ce l’abbiamo con il lupo: lui segue il suo istinto, la sua natura. Ma questa esplosione demografica andava gestita prima, evitando il conflitto con le attività agricole”.
Proprio da questa situazione, anche su impulso di Coldiretti, è partita la richiesta per attivare un percorso comunitario di revisione del livello di protezione del lupo da “rigorosamente protetto” a “protetto”: una condizione essenziale per permettere alle Regioni di gestire, con adeguati piani, i conflitti ed intervenire in presenza di branchi o esemplari problematici, conservando allo stesso tempo la specie. “Questa non è una guerra contro il lupo, ma una battaglia a tutela degli allevatori. Il risarcimento non è la strada corretta. Ora serve un approccio scientifico e razionale – spiega Marco Pacini, presidente di Coldiretti Pisa –. La presenza dei lupi, ormai in tutta la regione, sta causando enormi difficoltà alle aziende di allevamento, molte delle quali sono state costrette a chiudere. Anche nelle città la loro presenza è diventata frequente, aumentando i casi di predazione di animali domestici. Il declassamento, percorso che abbiamo sostenuto e che riteniamo giusto in questa fase in cui la specie non è più a rischio di estinzione, darà finalmente la possibilità alle Regioni di intervenire a salvaguardia delle aziende, delle aree rurali e delle filiere lattiero-casearie, oggi in forte crisi a causa della graduale sparizione del patrimonio zootecnico. Meno pecore significa meno latte per formaggi e pecorini”.
Nell'ottica di fornire nuovi strumenti di monitoraggio e gestione, Coldiretti Toscana, insieme a Federcaccia Toscana, ha recentemente presentato il progetto Lupus Etruriae, che prevede una mappatura puntuale dei branchi, utilizzando diversi strumenti come fototrappole in punti strategici, il wolf howling, ovvero l’emissione di ululati registrati per stimolare la risposta vocale dei branchi; analisi genetica con la raccolta e l’analisi di feci, peli e carcasse per risolvere i casi di ambiguità tra branchi contigui ma anche tra lupi e ibridi.
L’innovazione consiste proprio nel passaggio da un approccio basato sulla stima a uno fondato sulla localizzazione territoriale. Una delle aziende coinvolte nel monitoraggio ha sede proprio nell’area della Val di Cecina.
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