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Attualità venerdì 07 agosto 2020 ore 13:22

"La Valdera deve dotarsi di politiche comuni"

Unione unica tra Valdera e Valdicecina? Franconi: "Prima una sintesi su mobilità, cultura, formazione scolastica, extrascolastica e impianti sportivi"



PONTEDERA — Ieri il sindaco di Volterra, Giacomo Santi, ha lanciato l'idea di un'Unione unica tra Valdera e Valdicecina. Il primo cittadino volterrano ha detto: "E’ anacronistico dividere il territorio in Bassa e Alta val di Cecina, Alta Val d’era e Val d’Era. Se vogliamo che questi territori, considerati storicamente periferici, abbiano forza e prospettiva di crescita culturale, economica, occupazionale e demografica dobbiamo avere il coraggio di parlare con una sola voce".

La presidente dell'Unione Valdera e sindaca di Capannoli, Arianna Cecchini, ha commentato dicendo che "stare insieme è un valore" e guardando con favore alla proposta di Santi.

Oggi è arrivato il commento del sindaco di Pontedera, Matteo Franconi: "Io credo che la Valdera intesa come territorio e non come forma di governo associato, di qualunque tipo e dimensione, debba prima provare ad immaginare come i bisogni delle persone e delle famiglie, quelli del tessuto economico e più in generale le dinamiche collettive delle comunità possano trovare risposte nuove ed adeguate da parte delle politiche locali.

Serve costruire un tavolo di confronto permanente. Prima di tutto dovremmo togliere dal tavolo di pianificazione delle politiche unitarie della Valdera il tema delle palingenesi delle cause, delle colpe e dei meriti, di questa o quella vicenda, di questo o quel comune, di questa o quell'altra ragione e provare a guardare a quel che dobbiamo fare in futuro per capitalizzare l'esperienza straordinaria di gestione associata portata avanti negli ultimi 20 anni e trarre beneficio dalla positiva esperienza della SDS Valdera Alta Val di Cecina nata dall'esigenza di attuate politiche socio-sanitarie territorialmente omogenee e capaci di interecettare i bisogni di salute dell'intero territorio".

Franconi ha poi indicato dei punti cardine per la Valdera: "Quel che credo possa e debba fare è generare sintesi concrete dentro alcuni grandi temi come la mobilità, la cultura, la formazione scolastica ed extrascolastica, la dotazione impiantistica sportiva trovando un modo per cui tutte, e dico tutte, le comunità, prima ancora dei comuni che la compongono, possano guardare al proprio futuro con un respiro lungo".

Poi la riflessione sull'idea lanciata da Santi: "Ecco secondo me quel che serve alla Valdera per presentarsi in ordine all'appuntamento con i rapporti che dovranno pensare a connetterla con i territori limitrofi (dalla Val di Cecina al cuoio, dall'area pisana al corridoio infrastrutturale verso il porto di Livorno): dotarsi di politiche comuni su alcuni temi fondamentali.

"Per questo - ha concluso - continuo a dire che dovremmo (ri)partire non dalla forma dello stare insieme ma dagli obiettivi, precisi, concreti e ben riconoscibili (mobilità, cultura e scuola in primis) nella convinzione che siano le strategie comuni e le finalità condivise (e non le tecniche e le architetture istituzionali) a creare le reti e le aggregazioni necessarie al loro raggiungimento".



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