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Cultura sabato 24 maggio 2014 ore 00:15

Antigone in Agone: il mito di Sofocle rivive a Volterra

L'attrice Mila Moretti è autrice di un testo teatrale e letterario dove una Antigone antica ed una moderna si incontrano nella città etrusca



VOLTERRA — "A corto di ossigeno, in un ospedale di Volterra, ho cominciato a scrivere la mia Antigone, l'ho scritta in mente senza vergare una sola parola su carta, l'ho ambientata a Volterra, per assonanza istantanea e per amore geografico: lì il mio cuore era in tumulto". Così Mila Moretti, attrice romana di nascita e senese d'azione, racconta come è nato il suo libro Antigone in Agone, dedicato alla riscrittura scenica del celebre mito.
"L'ospedale si chiamava Auxilium Vitae - scrive Mila - sullo sfondo, panorama reale e simbolico, le sbarre della malattia mentale e i confini aperti del teatro. Ero completamente sola, ed era come se il destino avesse piani precisi per me. In realtà non sono mai stata sola. La ragazza in rivolta era con me. A Volterra. Come suona dolce e lontano questo nome...”
Il libro esplora il doppio contenuto, intimo e sociale, della tragedia di Sofocle. La dimensione intima si definisce attraverso la memoria di una famiglia distrutta e ricompattata nella morte, mentre quella sociale si alimenta della ribellione di Antigone al potere costituito. Il risultato è un testo teatrale, ma anche letterario; il linguaggio immaginifico di Mila Moretti traduce in versi, con la potenza e la levità tipiche del teatro, l’essenza della vita, oscillante tra mito e quotidianità.
La parole musicali accompagnano l'ondeggiare inquieto di una Antigone antica che si apre ad una Antigone moderna, entrambe nutrite dalla certezza che la vita non solo vada vissuta, ma anche guardata fino in fondo, in quel buio che la precede e la segue senza soluzione di continuità.
Seppellendo il corpo del fratello Polinice contro il volere dello zio Creonte, Antigone compie un atto di pietà, ma anche di giustizia. Seppellire quel cadavere significa contravvenire al volere della legge emanata dallo stesso Creonte, immaginato come governatore di Volterra. Il piano è sempre doppio: Antigone è mossa dalla pietà sia per la sorte di Polinice che per quella dell'umanità intera, sentita "come famiglia altrimenti senza destino". Seppellire il corpo è dunque atto privato e pubblico insieme, un gesto topico attraverso il quale Antigone afferma la necessità di dire no ad un potere che impone la violazione della dignità e della memoria dell'essere umano.

Mila Moretti nasce a Roma nel 1953; traduttrice simultanea, dal 1986 vive e a Siena, dove da anni si dedica al teatro e alla formazione degli attori. Attrice-Coach fra i fondatori della Lega Italiana d'Improvvisazione Teatrale, ha debuttato nella regia nel 1993 con lo spettacolo grafico-teatrale “La forza di Willy”. Nel 1995 ha fondato, con Martino Convertino, ilTeatrO2, laboratorio di ricerca sulla vita teatrale ed i suoi meccanismi. Il laboratorio ha formato un'intera generazione di professionisti della scena senese. Il primo lavoro firmato Mila Moretti come autrice è il monologo “Sigfrido”, che ha debuttato al Teatro dell'Orologio di Roma nel 2009. Nel 2010, dopo averla vista in due sue pièces (Fando e Lis e Carta de Amor), il grande commediografo Fernando Arrabal scrive per lei il monologo “Sotto le stelle niente muore”, messo in scena a Siena nel febbraio del 2013 e attualmente in tournée in vari teatri italiani. Mila è da sempre impegnata nella difesa e nella liberazione degli spazi fisici e mentali in cui il teatro può crescere.
Fonte: Ufficio stampa

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