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domenica 15 settembre 2019

Attualità giovedì 24 settembre 2015 ore 18:50

Banche: nessuna fusione tra Cr Volterra e Carismi

Mugellini: una fusione per incorporazione non è ipotizzabile neanche tecnicamente in ragione delle quota di controllo detenuta dalla Fondazione Crv



VOLTERRA — "Vogliamo smentire le dichiarazioni e le informazioni che sono state divulgate a mezzo stampa circa un’aggregazione che coinvolga la Cassa di Risparmio, che non corrispondono assolutamente alla realtà dei fatti, anche per preservare il rapporto di fiducia con i nostri lavoratori e con gli altri stakeholder di riferimento che operano sinergicamente con la Fondazione a vantaggio dello sviluppo socio-economico del territorio". A parlare è il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra Augusto Mugellini in riferimento ad un articolo pubblicato oggi sul Corriere Fiorentino.

La Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra, in qualità di azionista di controllo con una quota del 75 per cento della Cassa di Risparmio di Volterra SpA (CRV SpA)  "smentisce categoricamente non solo che vi sia una fusione in atto con la Cassa di Risparmio di S.Miniato SpA (CRSM SpA), ma anche che vi siano ipotesi o contatti in tal senso".

Dunque, nessuna nessuna operazione di aggregazione in vista fra la Cassa di Risparmio di Volterra e quella di San Miniato.

Una fusione per incorporazione di CRV SpA in CRSM SpA, spiegano dalla Fondazione, non è in ogni caso ipotizzabile neanche tecnicamente proprio in ragione delle quota di controllo detenuta dalla Fondazione Crv.

La Fondazione, a seguito della sottoscrizione del protocollo ACRI-MEF il 22 aprile scorso, dovrà operare una rivisitazione degli elementi dell’attivo, ma alla luce della diversificazione già attuata ed in relazione anche ad aspetti tecnici in corso di definizione, la Fondazione ritiene che la rivisitazione possa avvenire con modalità tali da garantire il mantenimento dell’autonomia dell’Istituto nel quale la Fondazione manterrà una elevata partecipazione. Una partecipazione elevata, spiegano, ma comunque nei limiti consentiti dall'accordo ACRI-MEF. Tale rivisitazione degli elementi dell’attivo, precisano ancora dalla Fondazione, avverrà con modalità e tempi attualmente in fase di studio da parte degli organi competenti che escludono comunque, in maniera tassativa, ipotesi di aggregazioni di qualsiasi tipo.

"La Fondazione Crv – spiega il presidente Mugellini - rivendica con forza il ruolo propulsivo per lo sviluppo del territorio della banca CRV SpA, da sempre attenta alle esigenze delle famiglie e delle piccole e medie imprese, a cui non ha mai fatto mancare il proprio sostegno anche nei recenti difficili anni di crisi economica, salvaguardando nel contempo i livelli occupazionali che la connotano come maggiore azienda del territorio”.

In merito all'ipotesi di fusione tra Cr Volterra e Cr San Miniato è intervenuto anche l’assessore del Comune di Volterra Paolo Moschi: "apprendo dalla stampa di alcune ipotesi, tra l'altro fantasiose, che vorrebbero imminente una fusione tra la Cr Volterra e la Cr San Miniato. "Penso di rispecchiare un opinione diffusa sulla valorizzazione della località della banca - commenta l'assessore - Infatti, le recenti vicende senesi, che operano a livelli assai più alti, non sono paragonabili alle Casse di Risparmio territoriali, che debbono rimanere fedeli alla propria missione originale, ovvero la vicinanza al territorio". "Letto in questa chiave, non dovrebbe suonare strana una difesa della 'volterranità' della banca, intesa come orientamento ad un territorio specifico - aggiunge Moschi - La grande economia di massa non sempre è un valore aggiunto".
"Riteniamo che ogni logica di fusione, remotissima, sia solo l'eredità di una mentalità politica del passato che puntava a tutto tranne che alla salvaguardia della zona - conclude l'assessore - Il Monte pio di Volterra è nato cinque secoli fa. Sono certo che la volontà e la cosa giusta sia quella di cercare di conservarlo per le prossime generazioni".



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